Un oro ed un argento. Queste le medaglie conquistate ai Mondiali Master di pallanuoto femminile, dalle due formazioni della Rari Nantes Bologna (quella Over 40 e quella Over 30) a Gwangju, in Corea del Sud. 
Per la formazione Over 40 composta da: Sabbatini, Gracheva, Cestarelli, Cassaro, Stieber, Alberti, Capuano, Giordani, Arena e Pecoraro, si tratta del quinto oro consecutivo. La compagine Over 30, che schierava in vasca: Riccardi, Abbate, Acampora C, Carlsson, Tankeeva, Sadekova, Acampora E, Carotenuto, Rambaldi, Perreault, Anastasio e Kutuzova, superata nella sfida dcisiva dagli stati Uniti, si è dovuta accontentare dell'argento.
Ma nel gruppo delle giocatrici del Bologna c'è chi ha portato a casa una medaglia in più.
Si tratta di Giulia Carotenuto, atleta classe '88, con trascorsi nel Padova e nel Messina e la passata stagione in forza al Css Verona, che per aver salvato la vita ad un sessantacinquenne americano, colpito da infarto, con un massaggio cardiaco per trenta minuti, si è meritata la "medaglia al valore".
Non è la prima volta che atlete della pallanuoto si rendono protagoniste di atti che rasentano l'eroismo.
Nell'estate di due anni fa, ad Imperia, nel corso di un raduno collegiale della Nazionale, Rosaria Aiello, Elisa Queirolo ed Alexandra Cotti strapparono dalle onde alcuni turisti che, nonostante gli evidenti segnali di pericolo, avevano comunque deciso di scendere in mare.
Un paio di settimane fa, l'intervento, a Gwangju, dopo il crollo di un solettone, in una discoteca che ospitava la festa conclusiva dei Mondiali, di Giulia Viacava che si è prodigata per aiutare alcuni feriti. Il crollo determinò due morti ed il ferimento di altre venti persone.
Lo scorso fine settimana l'atto di Giulia Carotenuto un'esperta del settore in quanto lavora come medico all'ospedale di Piove di Sacco.
"Cose del genere non debbono succedere in piscine come quelle che in quel momento erano occupate da gare di livello mondiale -ha fatto sapere all'indomani dell'episodio avvenuto a Gwangju, Giulia Carotenuto- la gestione santaria non è stata delle migliori. L'aspetto positivo della vicenda è che l'uomo che ho avuto modo di soccorrere, è riuscito a salvarsi. L'aspetto sconcertante è invece l'indifferenza dell'organizzazione cui era stato esplicitamente chiesto di rinviare la finale con gli Usa. Alcune di noi, io per prima, eravamo visibilmente scioccate per l'accaduto. Ma la nostra richiesta non è stata neppure presa in considerazione".

13 / 08/ 19

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