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Giappone – Italia 7-9

Giappone: Tanamura, Adachi, Koppu 1, Shiga, Yoshida, Iida, Shimizu, Takata 1, Arai 2(1R), Inaba, 2 Okawa 1, Araki, Fukushima.
All. Yoji Omoto
Italia: Del Lungo, F.Di Fulvio, S.Luongo 1, Figlioli 4(2R), E.Di Somma, Velotto 1, Renzuto, Figari 1, Bodegas 1, Aicardi 1, Dolce, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Dervieux (FRA), Teixido (ESP)
Parziali: 2-0, 2-1, 4-4, 1-2
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Shiga (J), Velotto(I). Nel IV tempo Di Fulvio sbaglia tiro di rigore (palo). Superiorità num. Giappone 4/10, Italia 4/11. Italia con 12 giocatori a referto (Echenique squalificato).

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L’Italia supera il Giappone (9-7), ma che fatica! La formazione del “sol levante” ha dimostrato di aver fatto passi da gigante negli ultimi due anni, non solo fisicamente ma anche tatticamente. Gli azzurri hanno sudato più del dovuto per il loro modo “particolare” di giocare, ma anche per la poca precisione che hanno avuto sia in superiorità, che a uomini pari. Il Giappone ha approfittato di questa pecca dell’Italia, restando sempre in scia, senza mai farsi prendere dalla smania di “fare” , cambiando spesso sistema di gioco, portando molte controfughe (quelle che in verità sono mancate ai nostri).
Certamente l’Italia ha prodotto di più, specie in termini di qualità di gioco, e tanto, offrendo però il fianco agli attacchi nipponici. Per fortuna che quest’oggi Del Lungo ha dimostrato di essere il bravissimo numero uno che conosciamo, opponendosi con grande carisma in alcune importanti circostanze.  
L’andamento della gara è sempre stato in bilico: chiuso il primo quarto in vantaggio (Velotto in superiorità e Figlioli su penalty), dopo aver realizzato la terza rete ad inizio del secondo periodo (bomba ancora del capitano), ecco che il Giappone inizia la sua lenta rincorsa, fatta di anticipi importanti in difesa, e velocità in attacco. Leit motive della seconda parte della gara. In pratica ad ogni ripartenza fulminea degli asiatici, gli azzurri hanno speso un mare di forze nel cercare di contenerli. Oltretutto queste ripartenze giapponesi hanno avuto come costante il non schierare il centro boa. Fatto che ha portato i ragazzi di Campagna ad adattarsi ad un gioco in continua evoluzione. Osservando i parziali dei tempi, è evidente come questi “folletti” li abbiano messo in crisi: il 4-4 del terzo periodo,  la dice lunga sulla reale forza di questa squadra, che, fuori di dubbio, si sta preparando per le Olimpiadi del 2020.

In allegato il play by play della gara

17 / 07/ 19