Il Bogliasco chiude, il Bogliasco dismette. Voci, illazioni, che, del tutto infondate, hanno scosso l’ambiente della pallanuoto femminile e, il giorno dopo la fine del campionato, hanno irritato e non poco l’ambiente biancoceleste. Tanto che Mirko Prandini, numero uno del team ligure, è sceso in campo. A difesa della società che con tanta passione ha salvato dal baratro, a difesa delle “sue” ragazze, che segue sempre come un’ombra.
Il Bogliasco rosa non ridimensiona, anzi vuole ripartire come ha fatto quattro anni orsono, per tornare ai vertici della pallanuoto nazionale.

Radio vasca mormora di una smobilitazione generale in chiave femminile. Presidente come risponde a queste voci?
Assolutamente assurde, senza senso. Il Bogliasco non chiude. Anzi come già in passsato continueremo a puntare sulla squadra femminile. La riprova è il nostro vivaio che non per presunzione definirei molto importante. E’ chiaro che quando un ciclo finisce si deve ripartire da capo. Vorrei fare una considerazione sul mondo della pallanuoto femminile. Non dà certamente da vivere, a differenza di quella maschile dove se sei bravo i guadagni diventano importanti. Nella femminile ciò non avviene, quindi è chiaro che le ragazze arrivano alla determinazione di lavorare, di finire gli studi, di diventare mamma che è forse la cosa più bella. Ed è fin troppo chiaro che l’impegno per allenarsi due volte al giorno diventa importante e non conciliabile con queste scelte.

Considerazione più che giusta, ma non tutte hanno lasciato la pallanuoto.
La combinazione ha voluto che ciò accadesse ad alcune nostre ragazze che hanno scelto lo studio ed il lavoro. Diversa la situazione di Agnese Cocchiere e Giulia Viacava, già nel giro della nazionale: auguro a loro tutto il bene del mondo, sono cresciute con noi, credo sia giusto che possano trovare uno spazio diverso. Oggi hanno la fortuna di approdare in una squadra che ha sempre investito tanto per la pallanuoto femminile ed oggi si affaccia sul palcoscenico europeo. Abbiamo perso con loro la finale per il terzo posto con sola rete di scarto, ma per loro rappresenta un’alternativa diversa da chi, come noi, non va in Europa.

Quindi il futuro ha due alternative: investire sul mercato e largo alle giovani promesse?
Inevitabile considerare che il campionato femminile è corto, quest’anno appena concluso in vasca c’erano solo nove squadre, mi sembra abbastanza fisiologico un ridimensionamento non nostro ma di tutto il movimento. Ma nonostante ciò agiremo su entrambi i fronti. Abbiamo delle giovani promettenti, che oggi giocano in serie B con risultati sorprendenti, e nello stesso tempo ci stiamo guardando intorno, senza tradire la filosofia che abbiamo anche con la maschile, puntando cioè ad una formazione tutta ligure.

Inutile nascondere che il Bogliasco partirà da due punti fermi: Teresa Frassinetti e Mario Sinatra.
Certamente si. Teresa, che sta per diventare mamma, è impegnata nella ricerca di quello che poi verrà definito “colpo di mercato”, mentre Mario sta seguendo tutti i campionati minori e avrà da lavorare ancora per qualche mese. Un tandem che si sta impegnando per scrivere il nostro futuro.

 

24 / 05/ 18