Da quando nel lontano 2012 appese la calottina al chiodo, il suo obiettivo diventò uno solo: tornare laddove aveva iniziato, per creare qualcosa di importante. E questa sera quella cosa “importante” ha incominciato a prendere veramente forma. San Donato Metanopoli approda in Serie A2, dopo aver dominato regular season e play off. Artefice di questo fantastico progetto è Alessandro Celia, oggi presidente del sodalizio milanese, ma ieri centro boa di indubbia potenza.

Presidente, dopo questa cavalcata entusiasmante questa sera la promozione. Ma c’è da scommettere che non siamo arrivati al traguardo.
No, perché l’obiettivo e arrivare in A1. Come già avevamo fatto in questa stagione, preparandoci per fare il salto di categoria. Abbiamo già allestito quella che sarà la squadra che affronterà il campionato di serie A2. Non voglio peccare di presunzione, ma la reputo molto competitiva. E poi credo di essere vicino a realizzare il mio sogno. Io sono nato a San Donato, figlio di dipendenti ENI. Poi da emigrato ho vissuto circa vent’anni in Liguria per giocare a pallanuoto ad alti livelli. Ritornare a casa e continuare a dare il mio contributo per vedere la società dove ho imparato a nuotare approdare alla massima serie sarebbe non solo un grande sogno ma un’altra grossissima tappa della mia carriera.

Questa è stata una stagione fantastica per San Donato. Merito anche di tanti campioni che hanno sposato la sua causa. Parliamo di Maccioni, di Alessandro Caliogna, di Brambilla, del fantastico Francesco Ferrari che visto stasera in vasca dà ancora tanti punti a tanti “pivelli”. Ma il segreto di tutto ciò qual’è?
Tanti di questi ragazzi quando ero nella Sportiva Nervi giocavano nelle giovanili ed avevo con loro un rapporto affettivo enorme. Rivederli qui mi è sembrato di rivedere il mio vecchio Nervi. Quando li ho cercati, quando hanno capito il progetto, sono arrivati di corsa. Hanno dimostrato una serietà encomiabile e sicuramente grazie a loro si è alzato il livello della nostra squadra.

Ma sopratutto colpisce l’entusiasmo del giovane Francesco Ferrari: classe ‘74 ma non si direbbe.
Il buon “Ferra” è addirittura più grande di me. Ma quando lo vedo in acqua lo invidio: io ho provato ad andare in vasca, ma … faccio proprio schifo !

 

23 / 06/ 19