Prima, giovedì, il rinvio di tre partite. Poi, ieri, lo stop all'inizio del campionato. Il Covid avanza (ora, dopo Brescia e Palermo tra gli uomini e Verona tra le donne, anche il Posillipo maschile ha un positivo) e il mondo della pallanuoto riflette. Il rinvio dell'inizio della stagione è solo un aspetto del ragionamento in corso che in realtà è più ampio.
Conviene iniziare con una formula che prevede, tra regular season, playoff e playout, una trentina di partite per club? E così per ora il campionato va in naftalina per un periodo ancora non definito che va dalle due settimane al mese. Di certo prima di ricominciare le squadre con giocatori positivi al Covid dovranno far trascorrere la quarantena ai propri atleti.

Nel frattempo si sceglierà una nuova formula anche per il campionato femminile che doveva partire il 10 ottobre. «In questo momento regna una grande confusione: ci fermiamo per capire meglio e scegliere la soluzione meno complicata e più sicura per tutti - ammette il presidente della Pro Recco Maurizio Felugo - Poi, magari, in primavera saremo tutti più sereni e potremo spostarci liberamente».

Più che una data per ripartire, dunque, la pallanuoto sceglie ora il modo. C'è chi osserva (giustamente) che la Federnuoto avrebbe dovuto trovare una formula, alla luce della situazione anche dei mesi scorsi.

Ma ormai è quanto mai importante guardare al futuro. Le ipotesi sono varie. Felugo, ad esempio, butta lì il modello Champions League: «È un'idea - conferma - Ci si ritroverebbe tutti in una sede e lì si giocherebbero alcune partite. Magari sarebbe anche da studiare una formula che non preveda grossi spostamenti».

Poi c'è l'idea di dividere il campionato in due o più gironi. Questa soluzione, tra l'altro, potrebbe anche affiancarsi alla prima. Naturalmente l'idea è che prima di tutti questi concentramenti ogni società verifichi lo stato di salute dei propri giocatori utilizzando i tamponi. Di certo il ragionamento tra i club (nell'ambito di una serie di incontri a distanza) inizierà lunedì. E il modello che verrà scelto per il massimo campionato è probabile che venga esportato anche ai tornei minori con i dovuti correttivi. L'alternativa sarebbe quella di fermare tutto. Ma al momento è una ipotesi che si vuole evitare, confidando che con il passare dei mesi l'emergenza sanitaria si attenui. (1-da Il Secolo XIX)

 

03 / 10/ 20