Giocare per anni con la calottina azzurra in testa, vedere Ungheria-Italia di questa sera, e non essere della tenzone, ha fatto nascere sensazioni particolari.
«E’ stata una gran partita, con alcune giocate veramente belle». Esordisce così, Massimo Giacoppo, difensore di lungo corso, partito dall'Ortigia per approdare per oltre un decennio in Liguria, tra calottine biancorosse  e biancocelesti, e quindi far ritorno all'Ortigia.

Ma alla fine, che partita ha visto?
Ho visto un’Italia molto lucida, serena, concentrata. Ha avuto la grande forza di non cadere nelle provocazioni dell’Ungheria, che, scesa in vasca molto nervosa, ha fatto sentire il peso della sua forza fisica, i difensori sono stati da subito pesanti, direi quasi cattivi. Un gioco che alla fine hanno pagato perdendo un po’ la testa mentre gli azzurri sono rimasti lucidi e concentrati fino alla fine. L’Italia, secondo me, ha cambiato nel corso della gara il modo di giocare. All’inizio ha molto in velocità, con i nostri classici movimenti che portavano o all’espulsione o al tiro. Poi, pur giocando sempre bene,  c’è stata un po’ più di staticità, che ha di fatto favorito i loro musculi.

Primo tempo alla pari, poi è uscita di prepotenza l’Ungheria, quindi l’Italia ha dato il bianco nel terzo tempo, alla fine la sensazione che il quarto tempo sia stato più penalizzato da decisioni arbitrali un po’ avventate. Che ne pensa?
Disamina giustissima. Però il primo tempo ha visto i magiari tesi e contratti mentre gli azzurri erano più tranquilli e lo si vedeva dai loro volti. Chiaro che loro hanno sentito un peso diverso: gara importante, giocata in casa, quindi avere l’obbligo di far bene. E il loro gioco pesante è stato punito subito dagli arbitri che non hanno lesinato espulsioni. L’Italia ha approfittato di questa situazione colpendo sempre sia a uomini pari che a uomo in più. Forse se vogliamo essere pignoli abbiamo concesso un po’ troppo in difesa, lasciando libertà a personaggi come Vaga o Vamos. Prese le misure, la musica è cambiata. Figlioli ha limitato molto Varga, concedendogli proprio poco. Il terzo tempo è stato eccezionale, soprattutto per la mossa di Campagna di far entrare Tempesti. Mossa che ha bloccato psicologicamente gli ungheresi che chiaramente avevano proprio la paura di andare al tiro.

Brutto chiederlo, ma chi mettiamo sugli scudi?
Tutti. Sono stati tutti bravi. Personalmente mi è piaciuto moltissimo Renzuto che gara dopo gara sta crescendo ed è una grande realtà della nostra pallanuoto. Realizza, fa assist. Bene anche Mirarchi, al debutto importante. Ma credo che tutti merito un “bravo”. D'altronde sappiamo che gli ungheresi sono dei grandi appassionati di pallanuoto: i settemila alla fine hanno applaudito le due squadre.

Pareggio giusto?
Ni, perché alla fine l’Italia aveva due reti di vantaggio. E loro si vedeva in faccia che erano persi. Forse hanno avuto qualche aiuto di troppo?

 

19 / 07/ 17