Alla vigilia si sapeva che quella contro il Kazakistan poteva essere una partita meno brillante delle altre e così stato. «Capita quando di fronte hai un avversario comodo ma già sai che il prossimo sarà tutt’altra storia», dice Massimo Giacoppo.

Come ha visto gli azzurri nel complesso?
Bene in attacco, un po’ meno in difesa dove ci si è lasciati sorprendere in qualche occasione. Diciamo che i troppi gol a uomini pari contro una squadra non al tuo livello sono il chiaro sintomo della distrazione, più che dell’errore. Mi è piaciuto invece l’inizio a pressing dei nostri, dimostra carattere, serve a far capire agli avversari che magari potranno lottare alla morte per limitare il passivo, ma alla vittoria non devono nemmeno pensarci. La riprova sono i nostri tiratori, sempre in palla quando devono.

Il fatto di aver giocato l’ottavo di finale è stato penalizzante o un vantaggio?
In questo caso credo sia stato meglio giocare, nelle manifestazioni dove tutto è concentrato diventa importante conservare il ritmo partita. Se avesse saltato il turno, dal venerdi la squadra sarebbe scesa in vasca martedì, quattro giorni pieni di riposo possono dare problemi, a meno che non si tratti di una squadra dall’età media elevata, e non è il caso dell’Italia, o di un girone pazzesco con tre gare tiratissime dove hai dato tutto dal punto di vista fisico ma soprattutto mentale.

Facciamo un primo bilancio: cosa le sta piacendo fino ad ora del Settebello?
L’aspetto psicologico sta facendo la differenza, si vede che la squadra scende in vasca serena e rilassata ma concentrata. Questo è merito dei ragazzi che si stanno approcciando bene alla competizione, ma anche di tutto lo staff tecnico, della psicologa, tutti stanno facendo un grande lavoro. Rispetto al passato dove magari una squadra giovane aveva più timore di avversari blasonati sto vedendo la capacità di restare sempre in gioco, vedi contro l’Ungheria, dove sorpassi e controsorpassi non hanno fatto scricchiolare la testa del gruppo.

Un giocatore su tutti?
Direi Renzuto, è all’esordio in una competizione internazionale ma non si sta facendo prendere dall’emozione. Sforna gol ma anche tanti assist per i compagni senza ansia e timore, gioca a tutto campo, lo vedi difendere, attaccare, muoversi di continuo, non è facile giocarci contro, anzi!

Ed ora la Croazia. Che partita sarà?
Di sicuro partiranno subito con un pressing forte, è nelle loro corde, i croati vorranno far valere la forza fisica dal primo momento. Dalla nostra abbiamo la maggiore dinamicità fatta di movimenti con e senza palla, di tagli ed entrate continue che possono creare più di qualche problema agli avversari soprattutto se proveremo a portarceli a spasso durante le ripartenze dalla loro difesa in modo da farli arrivare stanchi e poco lucidi al tiro, in particolare i centri. Siamo anche cresciuti molto dal punto di vista fisico, quindi possiamo sicuramente avere meno difficoltà rispetto al passato. Bisognerà poi prestare attenzione Sukno e Jokovic, togliere loro il fiato potrebbe essere la chiave per mettere in difficoltà tutta la squadra.

23 / 07/ 17

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