Chi glielo fa fare. La risposta del presidente uscente (e secondo ragione anche entrante) della Rari Nantes Camogli Massimo Bozzo è pronta: «La genetica, penso. Una specie di ‘difetto’ che, se sei nato da queste parti, ti spinge in maniera irresistibile verso la piscina, a indossare gli occhiali e, al peggio, pure la calottina”. E che con il passare degli anni non migliora. “Anzi. Da atleta a dirigente, senza abbandonare del tutto il primo ruolo. Infatti faccio parte della squadra Master perché il cloro dà assuefazione, e delle più pericolose. Nessuna remunerazione, tanto impegno, fatica a profusione assorbita con il pizzico di follia necessario per andare avanti».

La scelta del rigore
Si è assunto la reggenza in un momento difficile della società, in un paio di stagioni ha rimesso ordine tra i conti, nell’organizzazione, tra le squadre, e oggi il Camogli ha lasciato l’occhio del ciclone.
«Abbiamo scelto una linea rigorosa: bilancio in ordine, programmi adeguati alle nostre possibilità attuali. Sapevamo che per un po’ avremmo dovuto pedalare in salita, abbiamo avuto la fortuna di trovare persone, dallo staff tecnico al personale per arrivare ai giocatori, che hanno compreso e ci sono rimaste vicine».
La prima squadra maschile si fa onore nel torneo di A2, la seconda categoria nazionale, è quinta e ha tre squadre a portata di vittoria, potrebbe quindi tornare a fare i play off promozione. «Sarebbe un premio meritato per un gruppo molto ben amalgamato da mister Magalotti, che abbiamo assemblato con costi ridottissimi, attingendo al nostro vivaio».

Vivaio che è una delle armi segrete dell’arsenale bianconero. L’altra è la piscina del Boschetto che la società ha in gestione da sempre e che costituisce al contempo casa, mezzo di sostentamento, ritrovo e fulcro di ogni iniziativa organizzata dal club. «Questi sono mesi decisivi per noi. A Camogli dopo le elezioni comunali andremo a parlare con la nuova giunta per il rinnovo della concessione che scade a fine anno. Io, o chi prenderà il mio posto perché in estate c’è il rinnovo del nostro consiglio, siamo pronti a firmare un nuovo contratto. Il Comune ha visto come lavoriamo, e noi sappiano che senza piscina non si va da nessuna parte».

L’impegno per il futuro
Che Bozzo succeda a se stesso dovrebbe essere scontato, i risultati parlano per lui. «Sono pronto a continuare, come a farmi da parte se non ci fosse unanimità sul mio nome. Alla Rari le lotte per il potere non si sono mai viste, anche perché gli oneri superano di gran lunga gli onori».
Chi conosce il mondo piccolo delle calottine sa che Bozzo non fa il finto modesto.
«Il nostro sport è minacciato dalla crisi, rischiamo di passare da disciplina di nicchia a disciplina… invisibile. Persino a Camogli dove la pallanuoto per decenni è stata una religione subiamo la concorrenza aggressiva di altri sport. Non penso a quelli di squadra, neppure al calcio, ma alle arti marziali, al tennis e altri che hanno maggiore appeal presso i giovani. La waterpolo è impegnativa per chi la pratica e per i genitori degli atleti. Mi sembra quasi un miracolo quando osservo le squadre del nostro settore giovanile che nonostante tutto allestiamo stagione dopo stagione coprendo ogni fascia di età e ottenendo risultati sempre lusinghieri. Siamo ancora il vivaio con il maggior numero di scudetti giovanili in bacheca. E’ mia cura rammentarlo a chiunque ne faccia parte».
In tempi di vacche magre chi ha fatto la formichina potrebbe avere da qui a poco tempo l’occasione per tornare in alto, magari prendersi qualche rivincita. Sull’orizzonte della perla del Golfo Paradiso incombe la Pro Recco pigliatutto di Gabriele Volpi. Stante la rivalità storica tra i due sodalizi, stupisce come Bozzo riesca a convivere con il vicino. Eppure il presidente bianconero non soffre della “sindrome del Cairo” – non la città, il presidente del Torino Urbano Cairo che per quanto faccia non riesce neppure a pareggiare un derby con la Juventus – e non invidia chi fa incetta di scudetti e Coppe Campioni.
«Abbiamo numeri e misure che viaggiano su un ordine di grandezza differente. Mantenere un basso profilo è saggio». (da Piazza Levante)

In alto Massimo Bozzo
in basso la Piscina del Boschetto Giuva Baldini


 

10 / 05/ 18

Potrebbero interessarti