Autore


«Contenta, al di là del risultato». Martina Miceli si presenta così, all’indomani della sfida che la sua squadra, l’Orizzonte Catania ha vinto contro il Plebiscito Padova proiettando le rossoazzurre da sole, a quota 15 (punteggio pieno) da sole in vetta alla classifica del campionato femminile di A1.
«E’ stata una gara intensa, ben articolata, come mi aspettavo. Potevamo vincerla o perderla: non mi interessava. Quello che però ho chiesto alle ragazze in occasione dell’ultimo time out era che non volevo che si subisse più come avevamo fatto all’inizio del quarto tempo».
E’ stato quello presumibilmente il momento più difficile del Catania. Avanti di un gol, di un nulla e con ben tre giocarici importanti per l’economia del gioco come Ilse Koolaas, Isabella Riccoli e Valeria Palmieri fuori per somma di falli.
«Non voglio assolutamente parlare dell’arbitraggio, piuttosto mi interessa pensare cosa dobbiamo cambiare perché dobbiamo essere consapevoli che potrebbe verificarsi nuovamente una situazione come quella capitataci a Padova, con sedici espulsioni contro: sono un’enormità». 
Quali possono essere i rimedi? 
Sicuramente quindi dobbiamo modificare qualcosa, perché non è possibile prendere tutte queste espulsioni in una sola partita. Di contro, le statistiche dicono che ci siamo allenate bene sull’uomo in meno, perché due sole superiorità concretizzate su sedici per le nostre avversarie è una percentuale mostruosa a nostro favore».
In casi come questi anche gli interventi dei singoli possono fare la differenza. 
«Verissimo. Il nostro portiere, Giulia Gorlero, ad esempio, è stata bravissima, non solo per le tante parate fatte, ma per l’atteggiamento che ha avuto durante tutta la partita. Ha preso anche lei qualche gol brutto, ma lavoreremo su questo e anche su tutto il resto per quel che riguarda la squadra. Alcune cose fatte dalle ragazze sono state davvero molto belle, altre lo sono state meno e ci concentreremo su queste. Più in generale dico che mi è piaciuto l’approccio alla partita da parte di tutte e voglio pensare ad esempio a Roberta Bianconi, che oltre ad aver fatto una partita stratosferica in attacco ha marcato per quasi tre tempi in difesa. Lo stesso vale per Arianna Garibotti. Ma davvero ognuna delle nostre giocatrici è stata capace di cambiare posizione e dare il proprio contributo in maniera fondamentale e questo è un aspetto molto bello di questa partita». 
La vittoria sul Padova ha di fatto variato la prospettiva della classifica.
«La classifica è cambiata ma il nostro percorso resta immutato. Siamo state protagoniste di una bella battaglia che lascia comunque il segno, pur dovendo analizzare anche tutto ciò che non è andato. Ci penseremo, ci confronteremo e valuteremo tutto quello in cui dobbiamo migliorare». 
Di questa sfida che cosa le piace rimarcare?
«Per la prima volta il nostro aspetto più bello è stato la difesa e questa è una cosa che mi fa molto piacere, perché è ciò in cui ho sempre creduto. A maggior ragione perché è accaduto contro Padova, che ha sempre avuto in questo la propria arma vincente. Finire e vincere una partita contro di loro, vantando la miglior difesa, è una cosa che ci fa pensare di essere sulla strada giusta, malgrado ci sia ancora tanto da migliorare».

 

18 / 11/ 18

Potrebbero interessarti