Tamas Marcz, ovvero un pezzo di storia della pallanuoto d’Europa. Oro Olimpico e World Cup a Sydney, due ori europei, (Siviglia e Firenze), quattro “scudetti” in Ungheria e due in Italia, due coppe nazionali magiare ed una italiana, una coppa Len ed una supercoppa d’Europa.  Arrivò in Liguria, sponda Savona, dal BVSC e rimase alla corte di Claudio Mistrangelo per cinque stagioni. Poi passò al Chiavari, quindi tornò in patria dove giocò ad Eger, ma il richiamo della Liguria era forte: nel 2007 eccolo a Nervi, la stagione successiva al Recco, quindi fino al 2013 fu l’asse portante dell’Acquachiara, dove concluse la sua carriera da giocatore. Dalla sua iniziale posizione di centro, divenne l’uomo ovunque in tutte le squadre in cui ha giocato. Oggi sta guidando una delle nazionali più forti al mondo: l’oro in Europa Cup sarà solo l’inizio?
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua Budapest e, come sempre. ci ha accolto con grande cortesia.

Il movimento in Ungheria ha vissuto un periodo di calo. Da poco più di un anno, con mondiali e olimpiadi alle porte, è in netta ripresa. Cosa è successo in questi anni e quale è stata la cura?
Non direi che c'è stata una crisi nella pallanuoto ungherese, ma le condizioni internazionali sono più equilibrate e quindi è molto più difficile rimanere costantemente ai massimi livelli. Nel 2017 abbiamo iniziato con una squadra anziana ma matura ai Campionati del Mondo arrivando secondi: i nostri giovani non erano ancora pronti. Nel 2017 alle Universiadi è andata una squadra dove c’era un mix di generazioni, come dire, genitori e figli! Da quel momento in poi, abbiamo pianificato di costruire una nuova, giovane nazionale ungherese per tre anni, e il obiettivo dovrebbe essere l'Olimpiade. L'anno scorso, nel campionato d’Europa, il deragliamento ci poteva stare: poi, durante il periodo di transizione, l’argento di World League e  l’oro del Coppa del Mondo sono stati risultati eccezionali, segnali importanti per il futuro.     

Potrebbe essere l'inizio di un nuovo ciclo come quello fantastico degli anni 2000? Quale è il progetto e il programma della nazionale?
Quella non era solo una generazione eccezionale, ma è stata una fluttuazione di varie componenti di quel periodo. Atleti fantastici, alcuni rivali senza dubbio fortissimi, ma non c'erano così tante squadre di livello come nell'attuale pallanuoto internazionale. Oggi penso sia inimmaginabile pensare che una nazionale riesca ad avere un gruppo come quello. Abbiamo un compito oggi da assolvere: ottenere la qualificazione olimpica più velocemente. Le occasioni non mancano: con il nostro buon risultato in Europa Cup, siamo a pieno titolo nella Super Final di World League a Belgrado, ma poi ci sarann anche i campionati Mondiali di Gwangiu, quindi a gennaio 2020 gli Europei di Budapest.

Nuove regole: quali sono stati i segreti per adattarsi?
Più della metà della nostra squadra ha già giocato con queste regole alla World Cup di Berlino, manifestazione che ha contribuito nell’adattamento. Ma soprattutto sono state capacità di adattamento e freschezza dei giocatori che hanno reso relativamente più facile per noi abbracciare il nuovo tipo di pallanuoto. Naturalmente ci siamo anche preparati negli allenamenti, che del resto penso che abbiano fatto anche le altre squadre.

Migliorano o peggiorano il gioco?
Le aspettative sono per un ventunesimo secolo dove la pallanuoto diventi più veloce, con un migliore appeal per il pubblico. Ma bisognerà anche che l’applicazione di certe regole siano ben chiarite.

Creeranno spettacolo o a breve tutte le squadre con furbizia troveranno il sistema per andare a caccia del rigore a scapito del bel gioco?
La pallanuoto ha sempre premiato astuzia e furbizia e sarà così in qualunque modo cambino le regole, poiché si gioca all'80 per cento sott'acqua e alcune situazioni sono difficili da interpretare. È un dato di fatto che sarà più facile creare situazioni da rigore e questo potrebbe agevolare giocatori che, nella "vecchia pallanuoto", trovavano maggiori difficoltà a concludere. Ma penso che una cosa non cambierà: solo il giocatore veramente bravo sarà in grado di distinguersi davvero anche in futuro.

11 / 04/ 19