Come sempre, l’Ungheria va contro corrente: lo fa il presidente del Comitato Olimpico Ungherese (MOB) Krisztián Kulcsár, che a quattro mesi e mezzo dalla data di inizio prevista per il 24 luglio, sposa apertamente il pensiero del presidente del CIO Bach, restio fino ad oggi a non spostare i Giochi di Tokyo.
Una presa di posizione ferma, perché crede che sia scorretto rinviare l’evento di settimane o mesi in quanto la preparazione degli atleti è frutto di un processo pianificato.
Ma laddove questa non può avvenire? La risposta è molto semplicistica: le squadre che hanno già il pass olimpico non lo perderanno mentre per i tornei di qualificazione rimandati si troverà un accordo fra le varie federazioni.

A queste stravaganti dichiarazioni, raccolte dalla stampa ungherese, fa eco a sorpresa Attila Vari, presidente della waterpolo magiara, dal sito ufficiale della federazione: «Gli atleti ricevono a casa i programmi di allenamento “a secco” dai professionisti del settore, siano essi delle squadre junior, nazionali o maschili, per mantenere un po' di forma fisica nell’attuale situazione. Chiaramente questi allenamenti non possono essere validi sostituti del nuoto e questa resta comunque una situazione difficile in vista dei Giochi Olimpici. Ma vorremmo ovviare a questo – conclude Vari – cercando opzioni di allenamento alla piscina Komiadi, seguendo un protocollo ben preciso».

Dunque la “sete” di medaglie sta annebbiando la vista anche ai vertici sportivi magiari, che, prima di pensare alla salute dei propri atleti, guardano ai risultati di un ipotetico medagliere.
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Nella foto
a destra Attila Vari
a sinistra Krisztián Kulcsár

21 / 03/ 20