Un'esilio durato una stagione, poi il ritorno in massima serie. Tanti giocatori alla prima esperienza così come Gabriele Luccianti, debuttante ma con tanta esperienza da vendere.

Quinto torna in A1. E per Lei è un esordio come tecnico, dopo aver disputato più o meno una ventina di campionati da giocatore.
Assolutamente si. Beh a dirla tutta è già avvenuto in coppa Italia, quindi il ghiaccio si è rotto, adesso aspettiamo il campionato. Stare in panchina è profondamente diverso rispetto allo stare in acqua: vent'anni da giocatore non vuol dire essere in grado di allenare una squadra. Quando hai finito di giocare ti togli la calottina e con lei tutti i pensieri riguardanti la partita che hai fatto. Quando sei in panchina no: esci dalla piscina e pensi a cose dovrai fare per correggere quell'errore, a cambiare tattica perchè quella che hai fatto non ti ha soddisfatto. Pensi h 24 alla pallanuoto, come migliorare, dove migliorare, i problemi, le questioni sono parte intrinseca della vita dell'allenatore. Aver giocato tanti anni certamente ti aiuta, ma ovviamente mi sento l'ultimo della classe per quanto concerne il mio nuovo ruolo. Ho iniziato lo scorso anno in serie A2, fra poco debutterò in A1 e sulla spalle ho solo un anno di esperienza, spero di fare bene e ce la metterò tutta.

Come vede il prossimo campionato?
Secondo me sarà un campionato molto molto equilibrato. Non vedo la squadra additata ad arrivare ultima, perchè molto più scarsa delle altre, c'è molto equilibrio dalla quinta in giù. Davanti le solite: Recco su tutte, poi Brescia, Sport Management e l'Ortigia che la scorsa stagione ha fatto più che bene. Anche le napoletane si sono mosse bene sul mercato pur essendo squadre già molto quadrate.

In questo contesto come vede il suo Quinto?
Ovviamente puntiamo alla salvezza. Crediamo di aver fatto una buona campagna acquisti anche se non è mai facile inserire un giocatore straniero, figuriamoci inserirne quattro. Stiamo lavorando da circa dieci giorni al completo e il nostro obiettivo è quello di creare una tipologia di gioco che ci permetta di raggiungere il nostro obiettivo prefissato.

Lei con la Florentia ha disputato delle finali play off indimenticabili contro il Posillipo. Oggi sono un ricordo. Quale formula per le finali del campionato preferirebbe?
A pelle nettamente i play off. Altre sensazioni. Si vivono e si fanno vivere al pubblico delle emozioni diverse. Certamente è più semplice concentrare tutto in una settimana. I play off possono rovesciare gli esiti scontati, mentre in una gara secca può succedere tutto ed il contrario di tutto. Ed è anche un po' ingiusto che chi arriva lì, se sbaglia una sola partita magari perde il titolo.

05 / 10/ 18