Lo scudetto di pallanuoto femminile torna in Sicilia. Otto anni dopo la sua ultima affermazione (quella del 2011 quando superò il Rapallo in gara 3 dopo i tempi supplementari) il Catania è tornato a vincere il tricolore.
Per le etnee che hanno recentemente conquistato la Coppa LEN, si tratta del ventesimo titolo della loro storia. Doppia stella dunque per le rossoblù di Martina Miceli che in finale, alla piscina Playa, di fronte a 1400 spettatori, si sono imposte per 6 a 3 sulla SIS Roma dominando una partita non facile che aveva visto la squadra di Marco Capanna partire bene (0-1, con rete di Giuditta Galardi al termine della prima frazione).

Immediata ed efficace la reazione delle catanesi che rimettevano in ordine le cosa dominando la seconda frazione giungendo al cambio campo avanti 3 a 1 grazie alle reti di Arianna Garibotti, Catarina Van Der Sloot e Carolina Ioannou. Combattuto e spettacolare il terzo tempo con la Roma che riusciva a pareggiare i conti (a segno Izabella Chiappini e Giuditta Galardi). Ma solo per un attimo. Perché Claudia Marletta, prima della fine del tempo riportava avanti le catanesi che nella quarta frazione mettevano in cassaforte il risultato coi gol di Roberta Bianconi e della giovanissima Carolina Ioannou, che con la sua doppietta diventava una delle grandi protagoniste di questa finale, così come un ruolo di protagonista se lo è ritagliato Giulia Gorlero autentico baluardo della impenetrabile difesa etnea. 

La SIS Roma, vincitrice della Coppa Italia, nelle cui fila si è distinta con alcuni efficaci interventi Fabiana Sparano, deve recriminare soprattutto per il deficitario apporto in superiorità numerica: 0/8 contro il 3/9 delle catanesi.
Festa grande a fine gara per Rosaria Aiello che compiva 30 anni e per Martina Miceli che nella stessa vasca in cui ea riuscita nell'impresa di aggiudicarsi il suo primo scudetto, ha messo a segno l'impresa di riportare in Sicilia, a distanza di due lustri, il tricolore.
«E' il fruttto del lavoro degli ultimi otto anni -ha rimarcato, raggiaante, a fine, l'allenatrice delle catanesi- penso ai due scudetti persi lo scorso anno contro il Padova e quello a Civitavecchia contro il Rapallo. Penso a quello vinto dall'Imperia che avevamo battuto di otto reti in Coppa Cmpioni con noi fuori ai quarti di finale. Da giocatrice sai che entri in acqua e tu dai il massimo insieme alle tue compagne. Da allenatore il grosso del lavoro è dietro le quinte. Dal 12 maggio dello scorso anno che stiamo lavorando per vendicare quella finale dello scorso anno. Era un pensiero fisso e l'abbiamo vendicata. La partita è stata combattuta fino all'ultimo, una battaglia ogni secondo. L'abbiamo vinta in difesa giocando l'inferiorità benissimo e con Giulia Gorlero che ha fatto la differenza in porta. Lei mi ricorda tantissimo Cristiana Conti con cui ho condiviso tante gioie da giocatrice. Ho fatto i complimenti a Marco Capanna, da romana sono contententa che una realtà come la Sis stia crescendo e spero in futuro di fare tante battaglie in finale con loro».
Il trainer della SIS Roma, Marco Capanna riconosce i meriti avversari: «Mi spiace perchè l'approccio e l'intensità alla partita sono state quelle giuste, meglio di quelle di ieri in semifinale. Catania ha avuto qualcosa più di noi soprattutto in difesa. Non si può vincere uno scudetto con zero su otto in superiorità numerica. Per noi questa stagione rappresenta un nuovo tassello verso l'eccellenza. Abbiamo conquistato la Coppa Italia e la finale scudetto. Un altro step è stato fatto sperando in futuro di crescere ancora di più». 

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12 / 05/ 19