Italia - Serbia 7-8

Italia: Del Lungo, Di Fulvio 3, Luongo, Figlioli 2, Fondelli, Velotto, Renzuto, Echenique, Figari, Bodegas 1, Aicardi 1, Dolce, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Serbia: B.Mitrovic, Mandic 1, Dedovic, Randjelovic 1, Cuk 1, D.Pijetlovic, Vico, Aleksic 2, Jaksic 1, Filipovic 2(1R), Prlainovic, S.Mitrovic, G.Pijetlovic .
All. Dejan Savic
Arbitri: Kun (HUN), Zwart (NED)
Parziali: 2-3, 4-1, 0-2, 1-2.
Note: uscito per limite di falli nel III tempo Figlioli (I). Ammonito per proteste nel IV tempo Sandro Campagna (all. Italia). Nel III tempo cambio di portiere nella Serbia: Gojko Pijetlovic al posto di Branislav Mitrovic. Superiorità num. Italia 4/12, Serbia 5/10.

Certamente poteva andare diversamente, se qualche fischio arbitrale fosse stato diverso. Anche se con i “se” ed i “ma” non si va da nessuna parte. Ma il Settebello con Serbia non ha demeritato. Tutt’altro. Certamente alla vigilia di questo europeo era difficile pensare che l’Italia avrebbe tagliato il traguardo al sesto posto. Le partite con Montenegro e Serbia, comunque, hanno dato indicazioni precise, specie nel gioco: Campagna analizzerà e troverà una quadra giusta per affrontare questa estate i giochi Olimpici di Tokyo. A nostro avviso, già questa sera con la Serbia si sono visti alcuni miglioramenti, specie nella circolazione della palla in superiorità, e in fase difensiva.
E’ comunque difficile da definire se è stata l’Italia dei primi due tempi a scendere di tono o la Serbia ad uscire fuori. Perchè nei primi due tempi gli azzurri hanno fatto vedere, seppur a sprazzi, quel bel gioco che li ha portati sul tetto del mondo. Poche individualità, maggior gioco corale, e sopratutto una buona precisione al tiro. La difesa ha tenuto, sottolineando che difronte c’erano non solo  i campioni Olimpici in carica, ma i migliori tiratori al mondo. Ma sopratutto l’intensità del match ha colpito: entrambe ci tenevano a vincere, ed entrambe hanno giocato a ritmi elevati.

La Serbia di Savic è partita con grande ritmo: va in vantaggio su penalty trasformato da Filipovic (fallo di Renzuto su Jaksic), incassa il pari di Di Fulvio (botta da sei metri), quindi subisce la rete di Bodegas dal centro. Neppure a pensarlo ed ecco il pari, che arriva su doppia superiorità: lo firma Aleksic, e prima dello scadere Filipovic fulmina Del Lungo dalla distanza.
Gli azzurri non demordono: capitan Figlioli prima trova il pari, poi il nuovo vantaggio per gli azzurri. Che vanno sul +2 grazie ad un missile di Di Fulvio. Si vede una bella Italia, adesso in vasca: difende con autorità e sembra tenere bene gli avversari. Batti e ribatti (Randjelovic e Di Fulvio) e si arriva all’intervallo lungo con l’Italia avanti di due.
Intervallo che segna il cambio di passo fra azzurri e serbi: alla ripresa del gioco sono infatti i plavi ad accelerare mentre gli azzurri subiscono senza riuscire più ad inquadrare la porta di Pijetlovic, subentrato a Mitrovic. Con le due reti di Cuk e Aleksic, si arriva all’ultimo quarto sul 6-6. Equilibrio che dura poco: ancora Aleksic sorprende Del Lungo, ma gli azzurri non riescono più ad incidere. Ci vuole un vero guizzo di Aicardi per riportare in parità il risultato, con la prospettiva, a poco più di 4 minuti dal termine di andare ai rigori. Prospettiva che viene cancella da Dusan Mandic: diagonale imparabile e Serbia che porta a casa partita e quinto posto, dopo che Aicardi, nell’estremo tentativo di trovare il pari, viene fermato da Pijetlovic. Un po' di sfortuna, dunque, e qualche fischio disatteso: ma il Settebello, alla resa dei conti, c’è.

 

26 / 01/ 20