Italia-Spagna 7-9

Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 1, Molina, Figlioli 2 (1R), E.Di Somma, Velotto, Renzuto 1, Echenique 1, N.Presciutti 1, Bodegas, Aicardi 1, Bertoli, De Michelis.
All. Sandro Campagna
Spagna: Lorrio, Munarriz 3(1R), Granados, De Toro, Barroso 1(R), Pericas, Cabanas, Fernandez, Tahulle 1, Perrone 1, Mallarach 3, Bustos, Lopez Pinedo.
All. David Martin
Arbitri: Dervieux (FRA), Margeta (SLO)
Parziali: 1-3, 2-0, 3-5, 1-1.
Note: uscito per limite di falli nel III tempo Bustos(S). Ammonito per proteste nel III tempo Sandro Campagna (all. Italia). Nel IV tempo nell’Italia De Michelis subentra a Del Lungo.  Superiorità num. Italia 3/9, Spagna 2/7.Spettatori 400 circa.


La Spagna è stata ospite ad Ostia per un common training prima della Final Eight. Per provare le nuove regole. Oggi si è giocata il bronzo proprio contro gli azzurri. E lo ha portato a casa inibendo anche al Settebello la SuperFinal di World League.
Sopratutto negando a Campagna & co. la possibilità di trovare una quadra con le nuove regole imposte dalla FINA in vista del mondiale coreano. Una sconfitta che brucia: 9-7, ma sopratutto per come è maturata.
Gli iberici hanno interpretato meglio il nuovo regolamento, mentre gli azzurri, dopo l’esordio con la Russia in cui sembravano aver trovato nella velocità la loro arma vincente, si sono spenti lungo il percorso, prima con l’Ungheria, ed oggi con la Spagna.
Punto debole la difesa: in troppe occasioni i giallorossi di Martin hanno eluso i difensori italiani, segno che non è ancora stata metabolizzata a dovere la nuova situazione. A parte i due rigori regalati alla Spagna per altrettante leggerezze, Del Lungo è stato messo troppe volte in condizione di trovarsi davanti l’avversario pronto al tiro.
La sua sostituzione nell’ultimo quarto senza dubbio è stata per voler dare uno scossone al reparto difensivo, cosa che purtroppo non è avvenuta. Oltretutto l’attacco non è stato come al solito preciso e chirurgico, anzi, la fretta di andare al tiro ha fatto sciupare molte occasioni specie in superiorità. E sopratutto la Spagna non ha permesso controfughe. Questi errori costano cari: adesso tutto diventa più difficile per la preparazione del mondiale, perché l’ultimo scorcio di campionato si giocherà con le vecchie regole.
Nonostante Aicardi abbia aperto le danze con una bella beduina realizzando la prima rete del match, la Spagna prende le redini del gioco nella prima frazione: complice le prime disattenzioni difensive azzurre, Tahull trova il pari, poi Mallarach fa partire un bolide dalla distanza che sorprende Del Lungo e “re” Perrone sfugge alla difesa del Settebello e non sbaglia a tu per tu con il portiere azzurro.
Si rovescia tutto nella seconda frazione: azzurri più efficaci, più propensi al gioco di squadra, più attenti in difesa. Nicholas Presciutti e Chalo Echenique ristabiliscono l’equilibrio in vasca. E sul 3-3 si va all’intervallo lungo.
Iberici molto attenti nella terza frazione: si portano sul +3, grazie anche ad un penalty causato da Presciutti, prima che Figlioli inquadri da par suo la porta. Poi ancora un regalo: questa volta è Renzuto a commettere il fallo di ostruzione all’uomo lanciato a rete e Munarriz dai cinque metri non perdona. La reazione la firma lo stesso napoletano, ma la sterilità degli attacchi azzurri è un dato di fatto. E quindi è la Spagna che alla terza sirena si trova a condurre con due reti di vantaggio. Vantaggio che potrebbe essere annullato, quando Figlioli trasforma il penalty per fallo di ostruzione di Fernandez. Ma l’ennesimo malinteso fra Velotto e Renzuto regala la palla del nono gol a Munarriz.

07 / 04/ 19

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