Ci sono i nonni, certamente, a dare una mano per tenere i nipoti costretti a stare a casa per la chiusura della scuole. Ma quando l’aiuto dei nonni non c’è o non è possibile? A Bogliasco, paese di pendolari con tante famiglie composte da mamme e papà che lavorano a Genova, a dare una mano è la società sportiva Bogliasco 1951, concessionaria della storica piscina comunale.
«Tra le conseguenze certamente secondarie ma comunque impattanti sulla vita quotidiana derivanti dalle restrizioni imposte dall'emergenza coronavirus c'è anche la difficoltà per molti genitori di trovare a chi affidare i propri figli fino alla riapertura delle scuole – premette Simone Canepa, presidente della società - noi abbiamo deciso di venire incontro alle esigenze di tante famiglie del Golfo Paradiso».
La società che gestisce la piscina comunale della piccola località rivierasca ha deciso infatti di attivare nelle prossime tre mattinate un mini-campus riservato ai bambini dai 4 anni in su.

Da oggi, presso lo stadio del nuoto Gianni Vassallo, i piccoli che decideranno di aderire all'iniziativa potranno divertirsi tra palestra e piscina ma anche svolgere i compiti scolastici (non attività didattica in senso stretto che è vietata dall’ordinanza regionale) in compagnia di tanti amici e sotto l'occhio vigile di istruttori qualificati. Una soluzione ideale per chi non riesce a conciliare vita professionale e familiare in questi difficili giorni. Per informazioni, prenotazioni e costi ci si può rivolgere direttamente alla segreteria dell'impianto oppure telefonare allo 010/0897900.

Anche per il sindaco Gianluigi Brisca è una bella idea: «Anche perché le piscine sono fra le poche attività che si possono tenere aperte. L’iniziativa del Bogliasco 1951 è una bella idea e risponde alle esigenze di chi vive qui nel levante e oggi si trova ad affrontare una situazione critica a livello famigliare».
Piscina a parte, Brisca come altri sindaci della zona hanno non poche preoccupazioni: «Siamo pronti a segnalare casi, siamo in continuo contatto con le forze dell’ordine e siamo pronti a monitorare le seconde case per verificare se ci sono persone che arrivano dalle zone rosse. Ovviamente non è certo il caso di fare caccia alle streghe, ma tenere gli occhi aperti certamente sì».
(1-da Il Secolo XIX)

26 / 02/ 20