In Italia si sa siamo sempre in tanti a calarci nei panni dell’arbitro. Però non è mai dato sapere il perché accadano fatti che creino solo polemiche e malumori.
Il caso capita proprio alla vigilia del big match fra Brescia e Recco: il designatore, Claudio Maggiolo, cala le sue carte e manda Attilio Paoletti e Alessandro Severo. Due arbitri top del nostro GUG, due arbitri su cui l’affidamento di tutti i club è totale.
Ma c’è un piccolo però. Il 20 ottobre dello scorso anno, in occasione della seconda giornata di campionato, il recupero Recco-Posillipo non fu giocato per problemi tecnici all’impianto. Un pomeriggio da dimenticare. E Attilio Paoletti era uno dei due arbitri designati a dirigere il match. La gara fu data persa a tavolino al Recco, che perse anche il ricorso alla CAF. Sentenza poi annullata dal tribunale dello sport del CONI.
E a tutt’oggi non si sa se la partita si dovrà ripetere o che altra alchimia s’inventerà la FIN.

Dove sta dunque il problema? Sta nel fatto che una gara così delicata, che assegnerà il primo posto il classifica nella regular season, viene affidata a chi, come si evince dal comunicato della Pro Recco « ha dato luogo al procedimento sportivo, tutt’oggi pendente, relativo al caso della pedana di Sori: procedimento che, dopo l'annullamento dello 0-5 a tavolino da parte del Coni, è tuttora al vaglio della Corte d'Appello della Fin».

Forse il designatore non era al corrente di ciò, forse il designatore avendo già “rotto il ghiaccio” inviando il buon Attilio Paoletti a dirigere Pro Recco-Trieste, pensava che le cose si fossero appianate.
Certo è che Brescia-Recco non è Recco-Trieste. Senza voler togliere nulla alla gloriosa società alabardata.
« La Pro Recco non mette in dubbio la professionalità ed indipendenza del signor Attilio Paoletti – si legge ancora nel comunicato -, e auspica che nonostante i precedenti citati la gara si possa svolgere nel più ampio clima di serenità, trasparenza e obiettività».

Siamo certi che professionalità, serenità, e obiettività di Attilio Paoletti non sono e mai saranno messe in dubbio. Ci chiediamo solo: ma quali sono i criteri che vengono adottati da chi è preposto a designare gli arbitri? E questa sua scelta, irrazionale, non rischia di mettere in difficoltà proprio chi è stato designato?
In fin dei conti scopo del designatore è tutelare i suoi arbitri, e metterli nelle migliori condizioni psicologiche, libero da eventuali condizionamenti. E per Brescia – Recco non è avvenuto.

Nella foto
Claudio Maggiolo e Attilio Paoletti

26 / 04/ 19