Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard con la pallanuoto non c'entrano nulla. L'8 agosto del 1786, alle 18.23, raggiunsero, per la prima volta nella storia, la vetta del Monte Bianco. Più o meno alla stessa ora di 195 anni più tardi, 1981, la squadra di Bogliasco, paesino ligure di meno di 5.000 anime, concludeva - siamo in piena metafora - un'altra scalata storica, andando a vincere lo scudetto della pallanuoto.
Nella storia dei Davide contro Golia dello sport solo un altro centro sotto i cinquemila abitanti, Selva di Val Gardena (2.589 abitanti all'epoca, 1969), era riuscito a cucire il tricolore sul vessillo sociale, ovviamente nell'hockey su ghiaccio.
Bogliasco, quell'anno, festeggiava i 30 anni della società, che era nata sotto la ragione sociale di Rari Nantes.

Ci sono due fermi immagine che fanno da prologo e premessa a quell'impresa. Estate 1979: un gol di testa (!) di Gianni De Magistris a concludere un dribbling vincente depositando il pallone oltre la linea di porta contro la grande Ungheria.
Era il 1979, e la Federnuoto voleva festeggiare il titolo mondiale dell'anno precedente. Si vagliarono varie soluzioni, poi si scelse per il Sei Nazioni la giovane piscina di Bogliasco, capienza limitata ma splendido colpo d'occhio e uno staff organizzativo capitanato dal ds-factotum Ugo Mannozzi, che si era fatto le ossa tra esercito e industria siderurgica, di grandissima disponibilità.
L'anno dopo, torneo preolimpico, non ci fu discussione: si torna a Bogliasco.

Seconda immagine: una foto di Giampiero Boniperti con Eraldo Pizzo e Alberto Alberani, due monumenti della pallanuoto celebrati già in piena attività. Il colosso automobilistico torinese aveva deciso di differenziare e per tentare la scalata anche nello sport di squadra acquatico aveva scelto il top.
Primo anno: terzo posto. Secondo anno: secondo posto, frenato da più di una decisione arbitrale non troppo condiscendente verso chi voleva sovvertire le gerarchie consolidate. L'inizio della storia dello scudetto bogliaschino è alla fine di quel campionato, estate 1980, in cui i giocatori della Fiat Ricambi avevano già ricevuto una lettera che li liberava, consegnando a ciascuno il "cartellino" per la stagione successiva.

La Rari Nantes Bogliasco, che era stata promossa in A nel 1977 e disputava campionati da interessante centro classifica, salì a Torino per tornarne con un onorevole 0-4 sul groppone e tre lasciapassare per i sogni di gloria: Pizzo, Ragosa e Collina.
Adelio Peruzzi, che di quel Bogliasco era l'anima, oltreché gestore dello storico caffè pasticceria sul lungomare (e anni dopo sarebbe stato ottimo sindaco) e il suo staff fecero un mix di quello che i due fermi immagine testimoniavano: Bogliasco aveva assaggiato la grande pallanuoto e ne aveva ricevuto un ritorno di popolarità, i campioni che lasciavano Torino potevano rappresentare il definitivo salto di qualità.
Alberani tornò a casa, a Recco, e Bogliasco nel ruolo era coperto da Roberto Gandolfi, portiere sfacciato che, per condizionare gli avversari, gli urlava in faccia «Tira!», come Cassius Clay quando abbassava la guardia sul ring.
Eraldo Pizzo, 43 anni, il voltrese Paolo Ragosa e il romano Romeo Collina scelsero Bogliasco. Non era finita. Per aumentare il tasso di qualità si decise di puntare sul nerviese Stefano Di Fiore, carattere non facile, ma mano "magiara".
E poteva essere finita qui, senonché da un giornalista amico arrivò la soffiata che la Pro Recco aveva chiuso per il fortissimo attaccante civitavecchiese Marco Galli, così in chiusura di mercato Peruzzi, forte del suo entusiamo e anche di uno sponsor, la Monoservizio, ambizioso, partì per Roma e andò a convincere Renzo Nostini, monumento dello sport e della scherma italiana, a cedergli l'estroso attaccante Marco Jervasutti, dopo la pallanuoto famoso coreografo.

In stile Paolo Mantovani: vuoi 10? Ti offro 12. E così, la squadra era fatta. Con, in aggiunta, il muso buono di Gianni Fossati, figlio del presidente del Genoa, la classe di Roncan e Bormida, le "entrate" di Billy Costa, unico prodotto del vivaio bogliaschino.
E poi Migliorini, il saggio tredicesimo, e i giovani Cocchiere e Re. E a far quadrare i conti, in panchina, il ruvido ma tenero cuore camoglino Vio Marciani.
Lo scontro diretto arrivò l'ultima di andata a Punta Sant'Anna. Il calendario non aveva previsto che la terza e la settima della stagione precedente potessero giocarsi il primato. A 2'16" dalla fine, la Pro Recco sembrò chiudere i conti: gol di Peri, padroni di casa avanti.
Ma Jervasutti fece pari in 16" e segnarono ancora Pizzo e Collina: dal 4-5 al 7-5 per il Bogliasco. Con Pizzo che celia: «Conosco Alberto. Se prende un gol un po' bislacco, accusa il colpo».
E si arrivò alla sfida decisiva, all'utima giornata: Bogliasco 39, Pro Recco 37, l'ombra dello spareggio.

Bogliasco cavò 2.500 posti non si sa da dove. Il tribuna c'era pure il presidente della Fina, lo slavo Ante Lambasa. A casa Pizzo, sulle alture di Megli, per tutto il pomeriggio, erano arrivati molti compagni in processione per avere conforto spirituale. E il Caimano a placare e raffreddare le emozioni. Poi, in acqua, la tensione la accusano gli altri, quelli con una valanga di scudetti già in bacheca e l'uomo simbolo nemico per una notte: 5-2 alla fine del primo tempo, poi partita in controllo.
Gandolfi è insuperabile, Fossati il lottatore vive la sua ora di gloria da goleador, Pizzo ha una spalla dolorante ma non lo dice e non lo fa vedere, tutti fanno il massimo e di più e, alla fine, è 9-7, la vittoria della storia.
Trionfo, scalata completata. L'anno dopo, Eraldo tornerà a chiudere la carriera sulle sue sponde, vincendo l'ultimo scudetto a Recco, con il Bogliasco secondo. Ma prima c'è una notte di gloria e rabbia: una semifinale di Coppa Campioni scippata a Barcellona, sette gol del Caimano che ruba la scena al numero uno mondiale Manuel Estiarte. Momenti da non dimenticare, e da raccontare.(1-da Il Secolo XIX)

Nella foto in alto:
In piedi da sin.: l'allenatore "Vio" Marciani, Fossati, Gandolfi, Collina, Pizzo, Migliorini, Di Fiore, Roncan.
Accosciati da sin. : Costa, Bormida, Re, Ragosa, Jervasutti, Cocchiere

 

 

07 / 08/ 21