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Dopo il triste episodio di sabato scorso accaduto alla "Vitale" nel post partita RN Salerno-Roma Nuoto, e le successive decisioni del Giudice Unico, la società campana ha diramato una nota che riportiamo in calce.

Archiviata la immeritata sconfitta rimediata contro la capolista Roma Nuoto ci ritroviamo a metabolizzare le ingiuste e gravi sanzioni inflitte dalla Giustizia Sportiva alla nostra società e a due nostri dirigenti.
Oggi ci preme fare un passo indietro e tornare a mente serena al match disputato contro la Roma Nuoto.
Di sabato scorso innanzitutto preferiamo ricordare  la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso “uno slogan contro il razzismo”, evento organizzato dalla Rari Nantes Nuoto Salerno con il patrocinio dell’ONMIC e dell’AiBi Amici dei Bambini. Manifestazione  questa fortemente voluta dal Presidente Enrico Gallozzi e che si abbina ad un’altra importante iniziativa sviluppata dalla Rari nel campo del sociale a supporto dell’AiBi Amici dei Bambini, vale a dire il torneo itinerante under 11 di pallanuoto titolato “mettiamo l’abbandono nel pozzetto” che ha avuto un grande successo in campo non solo regionale.
Questa è la Rari Nantes Nuoto Salerno, quella fortemente impegnata nel sociale e non quella che purtroppo esce mortificata ogni altro demerito dalla sentenza del Giudice.
La sconfitta non è colpa  degli arbitri ma essa è soprattutto figlia degli errori o delle distrazioni difensive commesse nel finale dai nostri atleti contro la Roma che meritatamente occupa la prima posizione in classifica ed alla quale, aldilà di certi atteggiamenti forse poco avveduti verso il pubblico, vanno le scuse di tutta la società rarinantina.
Certo siamo dispiaciuti per la sconfitta e soprattutto dispiaciuti per l'epilogo finale che a mente fredda doveva essere gestito diversamente. Onde evitare ulteriori polemiche, condanniamo al di là di qualsiasi dubbio l’atteggiamento del nostro dirigente aggiungendo però che è stato punito oltre ogni ragione. Dispiace quindi per le sanzioni che riteniamo eccessive per quanto è effettivamente accaduto considerando anche la presenza sul piano vasca sia degli addetti al servizio d'ordine che a tutta la dirigenza della Rari che si è prodigata verso gli arbitri e la squadra avversaria.
Da questa storia bisogna trarne un importante insegnamento per il futuro.
Il pubblico se vuole bene alla squadra ed alla società deve solo pensare a tifare. Può eventualmente protestare, ma sempre nei limiti di un comportamento civile e che comunque non deve mai trascendere in offese o in atteggiamenti aggressivi, fossero solo semplici “sceneggiate”, nei confronti degli arbitri o dei giocatori avversari.
I dirigenti impegnati durante le partite devono dimenticarsi di essere i primi tifosi della squadra. Devono pensare innanzitutto a richiamare il pubblico quando va sopra le righe, a garantire serenità e tranquillità agli arbitri ed alle squadre avversarie.
Ora non ci abbattiamo. Guardiamo avanti, con rinnovata fiducia e con maggiore volontà di perseguire tutti i nostri obiettivi sportivi, sociali ed economici.
Siamo pur sempre la Rari Nantes Nuoto Salerno 1922.

Per consultare la sentenza del giudice unico cliccare sul pdf.

07 / 04/ 17