Lì, su quelle gradinate, ho assistito - e mi sono emozionato – a sfide che valevano lo scudetto. Lì, ho seguito i collegiali della Nazionale allenata da Gianni Lonzi, e in vasca c’erano campioni come Gianni De Magistris, Vincenzone D’Angelo, quella faccia da schiaffi sorridente di Sante Marsili, Lupo Baracchini e tanti altri.

Lì, ho visto giovani straordinari giocarsi uno scudettino o le partite del “Misaggi”. Lì, ho visto – pochi anni fa – la Diavolina femminile conquistare la promozione in una piscina stracolma non solo sulle gradinate ma anche sul molo. Lì, ho giocato con gli allievi e gli juniores della Rari Bogliasco contro le fortissime giovanili bluarancioni, e c’era quell’attaccante velocissimo, sgusciante che non riuscivo a marcare.

Lì, in un torneo Master ho segnato un gol ad Alberani e ne sono stato orgoglioso, anche se era per  divertimento. Lì, s’insegnava ai bambini a nuotare. Lì, invidiavo i miei coetanei nerviesi, che avevano un posto così bello dove allenarsi, divertirsi, giocare a calciobalilla sotto grappoli d’uva, corteggiare ragazze belle e simpatiche e stare insieme.

Ecco, il punto. Perché cancellare un punto d’aggregazione? Perché demolire non solo un luogo di sport ma un punto di riferimento per un quartiere (e quelli circostanti). Perché non pensare a una piscina stagionale, senza copertura, da usare fra primavera e autunno inoltrato? Perché sostituire tutto questo con una colata di cemento incomprensibile? Perché la piscina “Massa” di Nervi, quella che Nanni Moretti, Imre Budavari & C. guardavano con stupore, arrivando dalla passeggiata in “Palombella Rossa”, impattava sull’ambiente? Ma dai?!!?!

Ci vorrebbe cultura del sociale, oltreché passione sportiva prima di fare certe scelte. Rimpiangeremo un luogo che andava tutelato e curato.
Da una parte c’è una promessa: una nuova piscina, chissà dove, chissà quando. Dall’altra lo scempio verso un pezzo di storia, di Nervi, di Genova e della pallanuoto.  


31 / 07/ 20