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La gestione di una Federazione europea oggetto di indagini. E le cui conseguenze potrebbero coinvolgere anche l’Italia. Si parla di nuoto e della Len, al cui comando c’è Paolo Barelli che è anche il n. 1 della Federnuoto. C’è un’indagine in corso, in Svizzera, sulla quale stanno lavorando gli investigatori del Dipartimento frodi e riciclaggio di denaro della Procura penale svizzera del Canton Vaud che vuole far luce sui rapporti tra la Len e una serie di società che hanno ricevuto pagamenti dalla federazione europea: si tratta di centinaia di migliaia di euro.

Proprio qualche giorno fa gli ufficiali giudiziari hanno incontrato a Nyon Bartolo Consolo, ex presidente della Federnuoto italiana e oggi rappresentante di quella svizzera, entrato in possesso di documenti che mettevano in dubbio la legittimità del comportamento Len, essendo alcune di queste società – italiane – vicine allo stesso Barelli.
Gli investigatori svizzeri inizieranno ad ascoltare nei prossimi giorni gli altri membri della Len, che hanno avuto un avvertimento, quello di essere ritenuti responsabili ai sensi della legge federale svizzera se si scoprisse che hanno ignorato le accuse di irregolarità finanziaria nella federazione continentale, di cui sono state informate lo scorso dicembre da Bartolo Consolo.
Proprio quest’ultimo ha dovuto spiegare il suo esposto, quasi a doversi giustificare: “La legge svizzera punisce chi omette delle informazioni, possibili reati. Per me era un atto dovuto, avrei rischiato di essere perseguito”.
Questo perché, ha denunciato Consolo, “sembrava che il problema fossi diventato io perché avevo sollevato questi gravi problemi. Sono stato incoraggiato ad arretrare, ho affrontato minacce che volevano farmi rimuovere dalla mia posizione, non mi è stato permesso di partecipare alle riunioni”.

L’argomento è stato anche oggetto di inchieste giornalistiche: a maggio Sunday Times, Daily Telegraph australiano e Frankfurter Allgemeine Zeitung, L’Espresso a luglio. Proprio sul settimanale italiano Vittorio Malagutti ha rivelato la vicinanza di Barelli con Eurozone, Elevan e Cir.Aur. Proprio quest’ultima, tra il 2014 e il 2016 (Cir. Aur. sta per Costruzioni Immobiliari Romane Aurelia: all’80% è di Barelli) ha emesso fatture a carico di Len per circa 70mila euro. Barelli era già al vertice della Federazione continentale e quindi è come se avesse pagato se stesso.

Arriva ora la stretta svizzera delle indagini, giusto mentre Barelli sta pianificando la sua rielezione monitorando in Parlamento (è onorevole di Forza Italia) eventuali cambiamenti delle leggi che potrebbero rendere incompatili le cariche sportive e quelle politiche. Quindi Barelli resta ancora una volta al centro di polemiche e accuse: in passato è riuscito a dimostrare la sua innocenza e discolparsi. Ma questa è la sua prima a livello internazionale. E gli svizzeri (caso Fifa docet) su questi temi non scherzano.
(1-da Repubblica)

08 / 08/ 20

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