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Alla fine ha bruciato la LEN sul filo di lana: la FINA aprirà alla beach waterpolo in occasione dei mondiali di Gwangju. La LEN lo scorso mese di giugno, in occasione della Final Eight di Champions League a Genvoa, aveva incontrato Gualtiero Parisio, fondatore dell’«Associazione Pallanuoto Sempre» che portò per anni la beach waterpolo in giro per il Mediterraneo. (nostro articolo del 10/06/2018)

Poi l’annuncio di un torneo a Dubrovnik, in occasione della riunione della società per la distribuzione della Wild Card. Ma non si disputò. Quindi, il silenzio. Oggi la FINA che aveva già annunciato per quest’anno i World Beach Game (anche di questi neppure l’ombra) ha messo nel calendario dei mondiali un torneo di beach waterpolo.
La notizia apparsa il 4 luglio scorso sul sito Total Waterpolo (e ripresa oggi da waterpolopeople) parla di un mini torneo in programma dal 13 al 19 luglio, sia maschile che femminile. Parteciperanno nel torneo femminile USA, Russia, Spagna e Cina, a quello maschile Francia, Cina, Canada e Egitto.

Oltretutto la FINA, nel lontano 2017 pubblicò il regolamento della beach waterpolo, scopiazzando, diciamocela tutta, quello dell’associazione Pallanuoto Sempre.
Gualtiero Parisio lo scorso anno ci dichiarò: «La Beach non è mai morta. La Sistemi Galleggianti di Vittorio Ercolano continua a fare campi e che manda in tutto il mondo. Quindi stiamo parlando di un movimento che è sempre attivo».
E alla fine, anche se giocata in piscina e non in mare, ha trovato una sua collocazione mondiale. Una vittoria per quel gruppo, che qualche dirigente federale definì di “tupamaros”, che oggi dovrebbe far meditare chi la snobbò.

09 / 07/ 19

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