Per la seconda volta la nazionale azzurra femminile perde il treno dei Giochi Olimpici. Nel 2000 non andò in Australia (prima assoluta del torneo femminile) per una decisione assurda: le campionesse del mondo (ed anche europee) dovevano partecipare al torneo di qualificazione, e non ammesse di diritto come oggi. Torneo che fu “manovrato” ad hoc.

Questa volta la partita è stata persa in vasca: ma alle spalle di questa sconfitta c’è un mondo forse particolare, forse monotematico troppo impregnato di amicizie, di segreti, che con lo sport, quello vero, quello che obbliga al sacrificio, non ha nulla a che fare.

Lo smacco che la nazionale ha subito stasera deve far voltare pagina ai “soloni” della FIN. Ma siamo anche certi che l'idea dei vertici federali è ben lontana  da questa soluzione. E allora cosa si deve fare, si chiederanno gli appassionati?
Tutto potremmo rispondere, ma chi invece dovrebbe rispondere, farà come al solito il pesce in barile.

Certamente stasera il numero uno della FIN starà pensando anche a momenti ben peggiori per lui, che seguiranno inevitabilmente questa esclusione olimpica. Per esempio il “taglio” dei contributi CONI alla preparazione per “Tokyo 2020”, che con  la mancata qualificazione arriveranno come una scure su un ceppo di legno.

La gestione di questo team è  a dir poco disastrosa: incombono silenzi interminabili su avvenimenti che hanno lasciato il segno.
Cosa è successo durante le vacanze natalizie ad Ostia? Tutti tacciono, ma forse, qualcuno, stasera in televisione si è lasciato scappare qualche mezza parola che ha lasciato qualche dubbio. Forte, molto forte.

Stasera il volto sorridente di Paolo Barelli non si è visto transitare sul bordo vasca della “Bruno Bianchi” di Trieste, per dare almeno una parola di incoraggiamento alle atlete della nazionale: il presidente non ci ha messo la faccia, come si usa dire. Lo si vede solo vicino alle medaglie.

Una tristezza maggiore per queste atlete, che, seppur smarrite ed intimorite da un avversario che ha giocato con il sangue agli occhi, meriterebbero una maggiore considerazione, specie quando indossano i colori dell’Italia. Anche se hanno perso l’aereo per Tokyo.

Nella foto (Andrea Staccioli, Deepbluemedia)
la tribuna dirigenziale FIN

 

 

23 / 01/ 21