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Di seguito il comunicato della Lazio Nuoto in merito al post pubblicato dall'assessore allo sport del comune di Roma, Daniele Frongia, e dal presidente ella commissione sport Angelo Diario.

Forse, aggiungiamo noi, oggi la politica è così scesa in basso che se un assessore replica su facebook e non direttamente agli interessati, forse questi personaggi farebbero bene a lasciare cariche pubbliche. Non ne sono all'altezza.

Cari assessore Daniele Frongia e Presidente della Commissione Sport Angelo Diario,

dopo il vostro post pubblicato su Facebook sento il dovere di replicare e non solo per i toni usati, non proprio consoni al ruolo istituzionale da voi ricoperto, ma anche per correggere alcune inesattezze.

Anzitutto va precisato che il comunicato oggetto delle vostre critiche non è stato preparato dalla Lazio Nuoto, seppur condiviso, ma dal Comitato di Quartiere sorto e cresciuto spontaneamente tra i frequentatori dell’impianto, in rivolta per il rischio che la Lazio Nuoto chiuda i battenti.

Sinora non abbiamo mai avuto problemi con il Comune di Roma, grati per la concessione della piscina, al canone sicuramente contenuto (non di 5oo o di 700 euro come sostenuto, bensì della somma comunque modica di euro 956,32/mese come da bollettino allegato) che ci ha consentito di perpetuare la missione storica del sodalizio.
Un canone basso che, è bene chiarire, non ha permesso di arricchire la Lazio Nuoto perché tutti i proventi dell’impianto sono stati sempre reinvestiti sul territorio, finanziando lo sport agonistico che in questa città, calcio a parte, come voi ben sapete, riesce a stento a sopravvivere.

Inoltre questa modalità, espressione delle precedenti politiche dell’Amministrazione, è valsa per tutti i concessionari, con il vincolo di una serie di servizi a favore della comunità. Noi abbiamo fatto di più e i risultati parlano da soli: bambini, giovani, mamme, anziani, un’intera comunità formatasi ai valori dello sport e guidata a una migliore qualità della vita. Quelli offerti al pubblico sono canoni sociali e stabiliti dalle tabelle del comune di Roma ma da noi nuotano gratis disabili con problemi psichici, studenti delle scuole di quartiere.

In più queste acque hanno mosso le prime bracciate medaglie olimpiche, mondiali, europee e nazionali. Abbiamo regalato un sorriso, a costo zero, agli invisibili, a coloro che dalla vita hanno ricevuto così poco. Per i diversamente abili ci siamo così tanto impegnati che la Lazio Nuoto è per il 2° anno medaglia d’argento nel Campionato Italiano di Società di Nuoto Paralimpico.

L’impianto è tenuto come un gioiello, elogiato persino dalle stesse architette del Dipartimento Sport incaricate di fare il pelo ai gestori delle strutture sportive del Comune. Siamo insigniti del Collare d’Oro e della Stella d’Oro del Coni al merito sportivo Siamo certificati ISO 9001:2015 per l’attività degli sport del nuoto e per la gestione di impianti sportivi complessi. Il Consiglio dell’VIII Municipio, all’unanimità, ha espresso una mozione a nostro sostegno. Tutto ciò è il risultato di un know how che nessuno possiede e della forza della gloriosa tradizione del sodalizio ma soprattutto della prerogativa di riversare tutti i proventi del nostro lavoro sull’eccellenza del servizio. Ribadiamo che neanche 1 euro finisce nelle nostre tasche. Per questo dispiace vederci associati, nel vostro post, a una sorta di speculatori

Il nostro non è un caso di affittopoli, potremmo pagare canoni più alti ma sarebbero risorse sottratte al sociale e allo sport e non potremmo più chiamarci S.S. Lazio Nuoto. E’ questo l’interesse pubblico? L’esperienza della Garbatella chiarisce a tutti che la gente non la pensa così. La nostra gente chiede che il Comune garantisca la gestione migliore e non pensi solo agli introiti. La Lazio Nuoto gareggia da 119 anni e la sua ragione sociale è la competizione. Ma il bando va in altra direzione e a perderci non siamo solo noi, ma l’intera comunità, il comune stesso. Tutti i valori che noi rappresentiamo valgono zero, la meritocrazia è dimenticata. I 70 punti dell’offerta tecnica saranno attribuiti, con l’assoluta discrezionalità della commissione aggiudicatrice, su parametri poco attinenti alla qualità del servizio offerto e a quanto il candidato abbia dimostrato di saper fare, ma sulle sue promesse in caso di aggiudicazione. Un libro dei sogni. Alla fine vincerà chi offre di più. L’”assurda procedura amministrativa”, sostenuta dal Comitato di Quartiere e bacchettata dall’Assessore, non è davvero la doverosa messa a bando di un impianto sportivo con concessione scaduta. La critica è rivolta a “quel modello di bando”, sulla storica piscina della Garbatella, dopo meno di 3 mesi dalla scadenza della concessione, quando gli altri 76 impianti già scaduti erano in proroga chi da 7, chi da 9, il più vicino da più di 2 anni e quando, su indicazione del presidente Diario, stavamo lavorando a un project financing, con l’assicurazione di contare su almeno 2 anni prima che il nuovo bando fosse lanciato. Con il presidente Diario ho avuto peraltro un recente, civile incontro, nel quale ho preannunciato l’intenzione di un ricorso al Tar per numerosi profili di illegittimità ravvisati dai nostri legali nel bando. Pare pertanto incredibile l’attributo di “avvocato delle cause perse” al legale che ci assiste, avvocato in diritto amministrativo di primissimo piano che merita rispetto e che non sarà certo lieto di vedersi così qualificato. E’ infine incredibile sentirsi incolpare di aver “persino” presentato un ricorso al Tar contro il bando, “il cui esito è facilmente prevedibile”. E’ invece inquietante l’attacco così diretto con la gara ancora in corso da parte dell’istituzione competente.

Nella speranza che tutto ciò non condizioni chi sarà chiamato a giudicare e che sabato in occasione del sit-in ci possa essere spazio per un ulteriore, civile, confronto

 

27 / 02/ 19

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