Una stagione particolare quella dell’Acquachiara. Dopo un buon campionato partito come un diesel lo scorso anno, in sede di programmazione arriva la decisione dolorosa di ripartire da zero, con la consapevolezza di una retrocessione annunciata. «Purtroppo la crisi ha colpito anche noi» dice con rammarico Andrea Lamoglia, il capitano della squadra e acquachiarino da sempre.

Come avete vissuto questa stagione?
È stato un anno molto particolare, ci sono stati tanti cambiamenti sia a livello societario che tecnico. Ovviamente non è stato bello scendere in acqua consapevoli dell'impresa titanica che ci attendeva, ma devo dire che in più di una occasione ci siamo giocati la partita a viso aperto mettendo in difficoltà gli avversari, e questo ci ha comunque dato morale.

Data la stagione, interpretare il ruolo di capitano non è stato facile…
Ho raccolto l’eredità di un grande predecessore come Marco Ferrone, lo conosco bene, siamo stati compagni di stanza per tanti anni. Ho appoggiato con convinzione la scelta della società di ripartire con questa squadra, ci sono state difficoltà che non avrebbero consentito di fare diversamente, ma con una buona programmazione sento che potremo giocarci la promozione molto presto. Il gruppo per fortuna è dei più uniti, cosa che mi ha agevolato nel mio ruolo, hanno dato tutti l’anima in ogni occasione.

A proposito di ruoli, giocare in porta le da la possibilità di guardare la squadra nel suo insieme dalla vasca. Come l’ha vista durante tutto il campionato?
Devo dire che sono stati tutti magnifici, hanno dato sempre e in ogni momento l’anima pur conoscendo già in partenza il risultato. Non dimentichiamo che la squadra è composta da tutti ragazzi che partecipano al campionato under 20, gli altri quattro “over”, eccetto me (classe ’89 ndc), si sono affacciati per la prima volta in serie A1, stranieri compresi. In più c’è un ragazzo di nemmeno 16 anni (De Gregorio, ndc) che ha lottato come un leone nonostante l’età e il fisico ancora acerbo, non ha mai detto una parola dopo tutti i colpi presi, così come gli altri, credo sia la squadra con età media più bassa in un campionato di A1 e per questo posso dire di essere orgoglioso.

Un’ottima annata dal punto di vista dell’esperienza
Questo è certo. Il gruppo è sempre unito, e per gruppo intendo anche coach Iacovelli che ha fatto un lavoro straordinario per motivarci in ogni occasione. Giocare in A1 ha dato la possibilità ai ragazzi di crescere in maniera esponenziale, come dimostra l’andamento del campionato under 20. Per quanto riguarda la prima squadra ovviamente i risultati sono direttamente proporzionali all’insieme delle cose, con un paio di giocatori di esperienza in marcatura e magari in fase di finalizzazione tutto sarebbe stato diverso, ma sapevamo che sarebbe andata così.

Ha vissuto tutte le avventure della squadra nel tempo. Cosa riserva il futuro?
Per quanto mi riguarda ho sempre dichiarato che il mio è l’Acquachiara, se la società vorrà ovviamente. Sta facendo un lavoro immane per far quadrare i conti dopo lo stop forzato dell’impianto della Mostra D’Oltremare che ha innescato una reazione a catena, a fine campionato ci ritroveremo, sperando che si riesca a programmare una buona stagione. Credo che con un paio di innesti di esperienza la squadra potrà essere competitiva per tornare a certi livelli, il vivaio farà il resto, oltre ai giocatori attuali le categorie under 13 e 15 stanno lavorando molto bene, il sogno di tutti è tornare presto in serie A1 con l’organico per larga parte proveniente dal proprio settore giovanile.


 

15 / 05/ 18

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