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Il grande mago ci ha riprovato. Ma non è andato tutto per il verso giusto. L'inesperienza, dettata solo dall'isolamento dalla pallanuoto che conta, alla fine ha fatto la differenza. Ma lui, Ratko Rudic, è sempre serafico e non dispera.«Abbiamo giocato una buona partita-commenta dopo la sconfitta con la Croazia nei quarti - abbiamo avuto molte occasioni per recuperare il risultato».
Ma allora cosa è successo?
«Abbiamo sbagliato due rigori all'inizio della gara, che avrebbero potuto darci un vantaggio. E sarebbero cambiate molte cose. Poi non abbiamo sfruttato molte occasioni con l'uomo in più. Però non abbiamo sfigurato, anzi, siamo stati alla pari con la Croazia, che campione olimpico in carica. Comunque per arrivare a questo punto del torneo olimpico la pallanuoto brasiliana ha fatto grandi progressi. Certo abbiamo ancora molti limiti, non abbiamo ancora una squadra completa, ma in sintesi sono convinto che abbiamo fatto un piccolo miracolo».
Per Ratko un'altra sfida importante dunque?
«Sono arrivato molto vicino alla zona medaglie. Sono soddisfatto per aver creato una squadra forte e competitiva, abbiamo creato molto interesse di pubblico in una nazione dove regna il calcio, ci hanno seguito tutti i media. E' stata una grande promozione per la pallanuoto brasiliana ma non solo. Mi auguro che la pallanuoto in Brasile continui con questo programma per raggiungere le grandi squadre del mondo».
Hai giocato contro la Croazia con cui quattro anni fa ha vinto l'oro olimpico. Emozionato?
«Si certo ho provato una particolare emozione. Ma è anche certo che sono un professionista e qui volevo il meglio con il mio Brasile. Non ci sono riuscito. La Croazia ha vinto meritatamente e sono contento per loro».
Vede la Croazia favorita per la finale?
«Per come sono andate le cose ci sono molte squadre favorite. Le quattro semifinaliste hanno un eguale probabilità per vincere l'oro».
Lei ha regalato pagine di pallanuoto indimenticabili all'Italia. Ha ascoltato adesso l'inno: un pò le appartiene?
«Quelli trascorsi in Italia sono stati gli anni migliori della mia vita. Ho vinto tutto quello che c'era da vincere. Ho avuto anche dei grandi campioni. L'Italia mi ha regalato molto. E da quando il Presidente della Repubblica mi ha dato il passaporto italiano per meriti sportivi, beh, io mi sento mezzo italiano».

 

18 / 08/ 16