«E' stato spettacolare». E' la prima frase che Massimo Giacoppo, difensore di lungo corso dell'Ortigia, ha pronunciato per rispondere alla domanda: ma sabato cosa è successo a Siracusa? Mille spettatori, aiutati certamente dalla bellissima giornata, ma accorsi in piscina perchè spinti da una settimana di battage non tanto pubblicitario, quanto mediatico. E con questa "spinta" l'Ortigia in vasca ha volato, come non mai, centrando la tanto sospirata salvezza.

Quanto vale questa vittoria che ha un solo significato: salvezza ?
Vittorie ne ho vissute tante. Vincere uno scudetto ha una sua valenza. Giocare la finale di Euroleague di più. Giocare una finale Olimpica è il massimo. Ma giocarsi questa salvezza è stato emozionante. E' venuta dopo una stagione difficile sia dal punto di vista mentale che per lo stress che abbiamo vissuto. Il cambio di allenatore, la responsabilità che ti senti addosso, il dover riprendere a metà stagione un nuovo gioco, tutto difficile. Ma l'emozione vissuta sabato, ultima partita, giocarsi la salvezza davanti a mille persone che ti erano vicino, festanti, urlanti, mai provato.

Ecco il punto: mille persone in piscina: come e perchè?
Niente di particolare. Siamo stati presenti nelle varie radio, abbiamo lanciato uno slogan «io ci sarò», ci siamo sbattuti in primis noi giocatori. Abbiamo fatto "opinione" in città. Ci siamo, insomma, messi in gioco fuori dall'acqua.

Ci sveli un segreto: a quanto ammonta il costo di tutta questa "pubblicità" ?
Costo? Guardi noi non abbiamo i soldi che altre società hanno. Abbiamo speso praticamente zero. Si zero. Forse qualche decina di euro per i palloncini che avevano i bambini. Ma vede qui non si tratta di soldi. Si tratta di organizzazione, di metterci la testa. Di chiamare a raccolta soci e simpatizzanti. Abbiamo la fortuna di avere tanti social, che alle volte sono un danno, ma in linea di massima sono una fortuna. Qualche video, ma amatoriale, qualche gags ed ecco che la pubblicità arriva. A costo zero. E noi non siamo professionisti. Basta avere un pò di entusiasmo, voglia di fare, ma sopratutto smetterla di lamentarsi. Il nostro staff (che non finirò mai di ringraziare) era composto dai genitori dei ragazzini, che hanno avuto, fra le altre cose fatte,  l'intuizione di mettere in mano ai piccoli palloncini colorati che durante la presentazione di ogni giocatore, venivano lasciati liberi nel cielo. Uno spettacolo.

Lei ha avuto modo durante tutta la regular season di calcare il bordo vasca di molti impianti. Che effetto le ha fatto entrare in piscine dove sulle gradinate c'erano si e no cinquanta persone?
A voce alta non si può dire. Ma è umiliante. Ricordo le finali che ho fatto con il Recco alla Scandone: da aver paura. Cinquemila persone che tifavano contro. Bellissimo. Oggi? Non credo che il pubblico sia solo attratto dai risultati. Nell'NBA squadre di media- bassa classifica riempiono i palazzetti. Ci vuole solo organizzazione, idee, senza pensare di dover spendere migliaia di euro. L'Ortigia sabato si è semplicemente salvata. Ma alla "Caldarella" c'erano più di mille persone.

Secondo lei questa lezione può servire per cambiare le cose nella prossima stagione?
Deve. Non deve restare un episodio isolato. Non abbiamo milioni di euro da spendere. Abbiamo caratteristiche come altri club, con un budget limitato. L'entusiasmo che è nato dopo questo evento deve essere da sprono per il futuro. C'erano persone che mai avevano visto una partita di pallanuoto, altre  che consideravano la pallanuoto neppure sport minore. Finita la partita quattro ragazzini sono andati da un nostro dirigente per chiedere come potersi iscrivere all'Ortigia. Dobbiamo ripartire da questo punto. Non possiamo ne dobbiamo tornare indietro. Siracusa ci ha aiutato, noi dobbiamo ripagare il nostro pubblico.

Nelle foto (della CC Ortigia)
in altro Massimo Giacoppo a Radio Blog di Siracusa
in basso durante un time out

15 / 05/ 17