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Da Il Secolo XIX di oggi, sette motivi per vedere sul podio Settebello e Setterosa, di Claudio Mangini e Italo Vallebella

Sarà difficile, anzi difficilissimo. Superlativo a cura del ct della pallanuoto maschile azzurra Sandro Campagna. Ma l'Europeo di pallanuoto che comincia oggi nella monumentale e modernissima Duna Arena in riva al Danubio, a Budapest, per l'Italia ha un obiettivo dichiarato: quello massimo.
Il Settebello campione del mondo in carica gioca per vincere, sempre. A cominciare dalla gara d'esordio (martedì alle 21 contro la Grecia, una delle big che ancora inseguono la qualificazione alle Olimpiadi assieme a Croazia, Montenegro e ai padroni di casa magiari). Vincere per rendere liscia e scorrevole la strada, che poi prevede, nel girone, avversarie non trascendentali, Francia e Georgia. L'Europeo come tappa, importante, che porta ai Giochi di Tokyo. Dove gli azzurri coltivano il sogno di rinnovare a 28 anni di distanza, stessa data per la finale - il 9 agosto - l'oro a cinque cerchi di Barcellona '92.
I bookmaker pare snobbino la banda Campagna (vittoria quotata a 9) per il campionato continentale. Ma ci sono sette buoni motivi per sognare un 2020 d'oro.

1. Il fenomeno Di Fulvio.
In pochi giorni si è preso il Len Award come miglior giocatore europeo e il voto mondiale di Swimming World Magazine. Ha un tiro secco che non perdona, la freddezza di assumersi la responsabilità della conclusione quando per tutti la palla pesa 20 chili, una grandissima capacità nei movimenti "in entrata" nella difesa avversaria, grande nuoto (è un collezionista di palle al centro) e spesso diventa impeccabile assist man. «Ma il miglior Di Fulvio deve ancora arrivare», dice il pescarese del Recco, figlio d'arte, 26 anni e mezzo. Da promessa a fuoriclasse mondiale in poche stagioni.
Un'arma letale.
2. La maturità della squadra.
L'esempio più lampante è Niccolò Figari, che marca, segna ed è perfettamente inserito nei meccanismi di gioco. Ma se i senatori Figlioli, Aicardi, Bodegas e Echenique sono sicurezze, tutta la rosa è cresciuta e gioca con una personalità che diventa un ostacolo in più per gli avversari. Altro esempio: Edo Di Somma, stavolta tagliato all'ultimo ma cresciuto in rendimento e autorevolezza.
3. Il portiere.
Del Lungo è uno dei migliori al mondo, i giovani sono un paio di gradini sotto ma, in chiave olimpica, si può sempre pensare a Stefano Tempesti, autore di un grande campionato a Siracusa, come "tredicesimo" di extralusso.
4. Nuoto.
Figlioli, Di Fulvio, Velotto e C., ovvero la capacità di fare pallanuoto ad altavelocità.
5. Margini di crescita.
«Per ora giochiamo ancora troppo individualmente. Ma quando giochiamo da squadra, mi diverto», dice il ct. Carico di chilometri e palestra, il Settebello ha ampi margini di crescita.
6. Effetto Recco.
Otto ci giocano, due ci hanno giocato fino a pochi mesi fa e il collettivo ne guadagna: la Pro Recco fa bene alla Nazionale e la Nazionale fa bene al Recco.
7. Campagna.
Grandissimo motivatore, tattico di qualità straordinaria, sa come portare il gruppo al top del rendimento e come ottenerne il meglio. L'uomo in più. (di Claudio Mangini)

L'Europeo come titolo continentale, ma soprattutto come porta verso le Olimpiadi. Passa (anche) da Budapest la rincorsa a Tokyo 2020 per il Setterosa che da vice campione olimpico non può fallire l'obiettivo minimo della qualificazione olimpica che toccherà a chi vincerà l'Europeo oppure arriverà in finale con la Spagna. La Nazionale femminile parte dalla solidità di un gruppo consolidato, l'entusiasmo di chi a Tokyo potrebbe giocare la prima Olimpiade e un nuovo corso tecnico simile (ma anche differente sotto alcuni aspetti) rispetto al passato. Eccoli i sette punti a favore del Setterosa in questo 2020 appena iniziato.
1. Le nuove regole.
A Tokyo tutti ormai le avranno assimilate. Ma la nuova pallanuoto è più congeniale all'Italia: meno fisicità e più tecnica, gioco meno pesante e più veloce. Tra le azzurre in molte si sono già espresse favorevolmente sulle novità.
2. Spagna già qualificata, rebus Russia.
A Budapest la Spagna giocherà, in ottica olimpica, fuori classifica perché già qualificata avendo l’argento Mondiale. Sempre in Ungheria, le Nazionali di Grecia e Olanda non si presenteranno con gli organici migliori. In ogni caso le ultime chances di volare a Tokyo si giocheranno al torneo di qualificazione. Qui ci saranno tre posti e la Russia potrebbe anche non esserci. Attualmente per doping è esclusa dai Giochi, ma ha presentato ricorso.
3. Nuovo corso in panchina.
L'anno olimpico è iniziato con il cambio di ct: Paolo Zizza ha preso il posto di Fabio Conti. Il ribaltone ragionato (Zizza era già nello staff, Conti non è stato del tutto escluso) potrebbe portare nuovi stimoli e anche qualche nuova idea nell'ambito di un percorso comunque consolidato.
4. Ultima chances per le veterane.
Potrebbe sembrare un aspetto negativo, in realtà è il contrario. Lo zoccolo duro del Setterosa è formato da atlete all'apice della carriera che potrebbero anche decidere dopo Tokyo di chiudere con la Nazionale. Ecco, dunque, che per alcune di esse l'avventura in Giappone assomiglierà all'ultima opportunità per mettere in bacheca l'oro più importante.
5. L'entusiasmo delle "deb".
A Budapest Zizza porta tre novità rispetto ai Mondiali: Marletta, Sparano e Carrega. Da loro si aspetta quel qualcosa in più che sa darti assaporare per la prima volta un grande evento. Ma per Tokyo non hanno ancora perso le speranze altre come le liguri Cocchiere e Viacava.
6. Le alternative non mancano.
Il gap ridotto con gli Stati Uniti. Era l'obiettivo dopo la finale persa ampiamente quattro anni fa a Rio (12-5). Ora ci siamo quasi. Nella finale della scorsa World League le "marziane" a stelle e strisce hanno vinto solo 10-9.
7. Setterosa ligure.
Non avrà un peso tecnico come gli altri, ma è un motivo in più per tifare per le azzurre. In rosa, su tredici convocate, ci sono ben sette liguri: il capitano Queirolo, poi Garibotti, Bianconi, Gorlero, Emmolo, Avegno e Carrega. (di Italo Vallebella)

Nella foto
I due ct, Sandro Campagna e Paolo Zizza, e i due capitani, Elisa Queirolo e Pietro Figlioli

12 / 01/ 20