Ciò che desta maggiore perplessità è il disinteresse dalla “stampa” che conta a quanto sta succedendo nel mondo pallanuotistico italiano. Già perché per Ronaldo & co. in caso di positività al covid si spendono fiumi di inchiostro. Ma per i continui rinvii delle partite di campionato di A1 tutto tace.
Ecco quanto vale dunque la pallanuoto per la stampa sportiva e non.

Non solo. Adesso anche la politica da sempre interessata al “potere” dello sport, non solo stravolge la legge che il ministro Spadafora tanto affannosamente ha presentato, ma si blocca su come “salvare” i dirigenti dello sport. Coloro che “regnano” incontrastati da decenni sulle poltrone delle varie federazioni.

Nell’ultima riunione ilConsiglio dei ministri ha approvato cinque dei sei decreti in cui era stata spacchettata la delega che scade il 30 novembre. Una legge, dunque, condivisa a metà: c’è finalmente un nuovo contratto per i lavoratori, il professionismo femminile, le regole per diventare agenti, la legge sugli stadi, la semplificazione degli adempimenti, la sicurezza sulle piste da sci.
Ma si è bloccata, infatti, - punto più pesante - la riforma della governance.

Lo scontro è squisitamente politico: staremo a vedere cosa succederà, anche se, ne siamo certi, qualunque soluzione in merito scontenterà tutto lo sport italiano, ormai in mano ad un pugno di “baroni” che sembrano inamovibili.

 

25 / 11/ 20