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Il 27 e 28 febbraio 2014 a Cancun in Messico, la FINA aveva organizzato il Primo Congresso Mondiale della pallanuoto.
Risultati? Istituzione di una commissione "fantasma" presieduta da Bartolo Consolo che avrebbe dovuto vagliare e testare modifiche ai regolamenti di gioco.
Naturalmente come allargare e propagandare la pallanuoto non era contemplato.

Per dovere di cronaca, le pagine che FINA aveva dedicato al Congresso di Cancun non si trovano più.
Cancellate. Scomparse.

Dal 26 al 28 aprile del 2018, la FINA ha organizzato a Budapest il secondo congresso mondiale sulla pallanuoto.
E' stato stilato un protocollo in merito ad una trentina di modifiche "tecniche" .
Marketing, propaganda e quant'altro non riguardasse l'area tecnica, assenti.

Waterpoloitaly ha interpellato diversi protagonisti vecchi e nuovi di questo mondo. Non c'è stata nessuna proposta di modifica; unico desiderio: parlare di più di pallanuoto.

La FINA ama la palla-a-vuoto e continua a percorrere una strada che sta distruggendo questo sport. Una strada che fa girare il mondo a suoi emissari a cui oltre a pagare vitto, alloggio e biglietti aerei, vengono corrisposti 400 dollari USA al giorno.

Ricordiamo le partite del mondiale di Budapest trasmesse in streaming sul sito FINA? Per vederle bisognava pagare. Ecco in chiaro la politica della FINA. Guadagnare per sperperare.

Orbene da questa gente cosa possiamo aspettarci di più, se non continue spruzzate di aria fritta?

Cornel Marculescu, anni 77, deus ex machina di questa organizzazione, cosa aspetta ad andare in pensione?
In fondo è un dipendente. O no?

 

Nella foto i due massimi dirigenti FINA
a sin. Julio Maglione, presidente, a dx Cornel Marculescu, direttore esecutivo

04 / 05/ 18