Si presentano a bordo vasca convinti di essere i padroni del vapore: nella realtà quotidiana, invece, sono sempre le ultime ruote del carro.
E non ci riferiamo agli arbitri, che come sempre adempiono al loro dovere con passione e dedizione. Ma a quei signori che lanciano ordini a destra e manca.

Ma non hanno capito bene una cosa: se la pallanuoto muore, i primi che faranno le valigie sono proprio loro.

L’ultima nefandezza oggi a Recco: dopo dieci anni la Pro torna a giocare a Punta Sant’Anna. La società, considerando di giocare all’aperto, si è premurata con grande sollecitudine, di approntare uno splendido “gabbiotto” per giuria e stampa, dotato di finestre apribili e un’entrata per ogni lato. Lungo circa dieci metri. E posizionato sul primo gradone della tribuna di ponente, quindi non a bordo vasca.
Ma il veto del designatore ha impedito ai quattro giornalisti presenti di accedere al coperto, lasciandoli alla mercè di vento e gocce di pioggia, adducendo come scusa che la stampa non può stare affiancata al tavolo della giuria, pur mantenendo la distanza sociale e la mascherina.

Probabilmente questa storia finirà, per le modifiche che la società metterà in campo, ma il fatto anomalo è che questo signore naviga nell’ignoranza più totale, nel senso che ha ignorato come si è comportata la “sua” federazione alle ultime finali scudetto a Trieste, dove stampa e dirigenti Fin erano in un lungo tavolone con giuria e delegati. La foto sotto è molto chiara: forse questo signore dovrebbe agevolare il lavoro altrui con più cortesia, anche perché è proprio grazie alla stampa se la pallanuoto riesce ancora a sopravvivere.

 

28 / 11/ 20