Se, quando lanciò la Beach Waterpolo, Gualtiero Parisio avesse immaginato che più di vent'anni dopo il suo "gioco" sarebbe stato rispolverato dalla LEN, probabilmente avrebbe continuato ad organizzare con l'Associazione Pallanuoto Sempre i campionati lungo le nostre coste e in giro per il Mediterraneo.
Venerdì scorso, a Genova, nell'ambito della Final 8 di Champions, Gualtiero Parisio si è incontrato con Marco Birri per parlare proprio di Beach Waterpolo.
La strada che la federazione europea vuole intraprendere per il periodo estivo sarà proprio quella di riportare a mare i campetti per divulgare la pallanuoto in modo più semplice per attirare più pubblico.
«Intendiamoci - ci ha confidato Parisio - la Beach non è mai morta. La Sistemi Galleggianti di Vittorio Ercolano continua a fare campi e che manda in tutto il mondo. Quindi stiamo parlando di un movimento che è sempre attivo».
L'appuntamento ufficiale con la beach è già stato fissato: nel mese di agosto a Dubrovnik si riuniranno le dodici società a cui saranno assegnate le Wild Card per discutere dei calendari della Champions 2018/19: sotto le mura della splendida cittadina croata si diputerà il primo torneo quadrangolare targato LEN.
Senza contare che anche la FINA ha in mente per il 2019 di tornare in mare con la beach: sono infatti allo studio i World Beach Game che si disputeranno in mezzo mondo.

Ing. Parisio perchè quindi questo interessamento della LEN?
Siamo contenti che finalmente una istituzione importante come la LEN si sia resa conto che la beach era ed è il veicolo per aumentare la popolarità della pallanuoto. Ma allo stesso tempo vorrei sottolineare che mai la beach è stata in competizione con la pallanuoto canonica. E' un'altra cosa.

Quando Pallanuoto Sempre organizzava i campionati estivi il successo però c'è stato
Sopratutto perchè c'è stata una buona comunicazione. Siamo stati formidabili ottenendo con il 15% di share con le riprese televisive fatte da noi (circa 10milioni a tappa, ndr), senza contare le rassegne stampa cartacee. Vorrei sottolineare che per quanto riguarda la televisione avevamo quanto di meglio c'era al momento, con un grande regista, Giacomo Forte, che aveva capito il senso della beach abbinando anche le cartoline turistiche delle varie località dove si giocava.

Nell'organizzare i campionati quali difficoltà avevate incontrato?
Pochissime forse dovute alla poca disponibilità alberghiera delle località in quanto nell'alta stagione trovavamo spesso tutto occupato. Ma per il resto, basta pensare alla semplicità della beach, era comprensibile a tutti. Senza cronometri, senza giuria. Solo l'arbitro rigorosamente in barca.

Tutto sommato un successo
Senza dubbio. Anche perchè i maggiori protagonisti delle nostre squadre, tutte rigorosamente chiamate con il nome degli sponsor (tanto per citarne alcuni Motta, Alitalia, Hewlett-Packard, Cis di Nola, ndr) erano quei giocatori non impegnati con le varie nazionali. Se già dalla fine degli anni '90 avessimo aumentato e consolidato il ruolo della beach, forse oggi non avremmo società economicamente in ginocchio ed avremmo un maggior numero di sponsor. Insomma saremmo uno sport più vivo e non in via di estinzione.

 

10 / 06/ 18