È un campionato molto diverso ma ci ha fatto immediatamente l’abitudine. Ieri il "suo" Jug ha vinto la Lega Adriatica contro la Mladost in un duello tutto croato, Vincenzo Renzuto Iodice è raggiante, ma consapevole che la sua stagione non è per niente conclusa.

Quanto è difficile la Lega Adriatica rispetto al campionato italiano?
Sono due tornei molto diversi, già solo per il fatto che giocano le migliori squadre croate, serbe e montenegrine. È stata dura, abbiamo incontrato in finale la Mladost che ha avuto la possibilità di preparare la partita meglio di noi non dovendo giocare le coppe. Anche per questo probabilmente è riuscita a battere seppur ai rigori lo Jadran Herceg Novi.

L’ultimo anno è stato per lei da incorniciare, dalla fiducia del CT Campagna in poi c’è stata una rivoluzione…
Diciamo che il Mondiale mi ha aperto tante porte. A monte c’è stato il lavoro con la nazionale, poi ho avuto la possibilità di mettermi in mostra e sono arrivato qui. La stagione è stata fino ad ora impegnativa, la Lega Adriatica, partite di Champions tutte tirate ma davvero belle, ora inizia il campionato croato. Tirando le somme sono felicissimo di essere a Dubrovnik, la città è bellissima, ho tutto ciò di cui ho bisogno e la società mi è sempre molto vicina, una grande esperienza di vita oltre che sportiva.

Tutto molto diverso dall’Italia
Qui c’è un'altra concezione dello sport. In Italia ne esiste uno solo praticamente, tutti gli altri arrivano molto dopo, lo si capisce già sfogliando un giornale sportivo: oltre 20 pagine solo per il calcio, al resto qualche accenno alla fine, se c’è possibilità. Anche i croati sono appassionati di calcio, ma pallanuoto, basket, anche la pallamano, che noi praticamente non conosciamo, hanno un seguito impressionante, tutti con almeno 5 o 6 pagine ogni giorno sui quotidiani. Trovo questa cosa molto bella culturalmente.

Secondo lei è esportabile in Italia?
Come dicevo, qui c’è un seguito molto più ampio di tanti altri sport, la gente li ama come noi ne amiamo uno solo. Partecipiamo ad eventi, conferenze stampa, dovrebbero cambiare tante, troppe cose per far si che anche l’Italia possa avere una passione così viva come la loro.

La stagione comunque non è affatto conclusa
Assolutamente, dobbiamo conquistare la Final Eight di Champions, lo Jug l’ha vinta due anni fa e vuole assolutamente riconquistarla, è il grande obiettivo della stagione e non possiamo farcelo scappare. Poi con la Nazionale ci saranno i Giochi del Mediterraneo e soprattutto gli Europei, l’appuntamento principale. Avremo poco tempo per prepararli considerando che a Genova si giocherà i primi di giugno, se da un lato sarà una preparazione meno lunga e logorante, dall’altra dovremo bruciare i tempi per farci trovare pronti. Ho tanta fiducia in questo gruppo, ci sono sempre nuovi innesti ma di estrema qualità, il CT ci tiene sempre sulla corda e i risultati arriveranno, non possiamo sbagliare.

 

15 / 04/ 18

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