Due messaggi al mondo delle piscine in due giorni. Un vero record. Anche perché la situazione in cui oggi è la FIN, con i dipendenti in cassa integrazione, lascia molto perplessi.

Non entriamo nel merito di quanto il numero uno del nuoto ha dichiarato. Non ci interessa.
Ci interessa invece capire perché, solo in vista dell’assemblea elettiva, Barelli, da politico navigato quale è, esce allo scoperto, e si rivolge alle società.

Parla di crisi post covid, parla di piscine chiuse, parla di bonus, ma ripropone (seppur in forma minima) la tassa di affiliazione, che l’11 giugno scorso il Consiglio Federale aveva abrogato (link all’articolo ><).

Ma non spiega, però, perché la pallanuoto ha perso la televisione, per dirottare sull’inguardabile web le dirette delle partite.

Non chiarisce, però, perché i vari studi per il rilancio della pallanuoto, su tutti lo studio della Solving, costati soldoni, sono sempre chiusi in un cassetto ad ammuffire.

Non s'impegna ad assumere un esperto di marketing strategico, anzi, non ne parla proprio.

Le società leggono, ascoltano e votano. Mugugnano a denti stretti. E si rassegnano al loro destino di comprimarie. Già perché le medaglie arrivano solo in azzurro.

Le società, che scovano, crescono e mantengono i campioni, ricevono solo parole.

 

23 / 07/ 20

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