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Riceviamo e più che volentiari pubblichiamo il comunicato che la SS Lazio Nuoto ha emesso dopo l'incontro avuto con l'assessore allo sport del comune di Roma.
Emerge senza dubbio un fatto: questi "improvvisati" politici sono a caccia di fondi per un comune disastrato in toto. E lo fanno dando addosso alle categorie più deboli, iniziando proprio dai disabili. Se il futuro di Roma e dell'Italia è in mano a questa gente, allora sarebbe opportuno pensare di lasciarli cuocere nel loro brodo. Prima o poi spariranno.

Il comunicato della SS Lazio Nuoto

Ringraziamo l’Assessore allo sport del Comune di Roma Daniele Frongia e il Presidente della commissione sport Angelo Diario per l'incontro di ieri durante il quale hanno ribadito la loro posizione senza però chiarire i dubbi avanzati dalla società sui contenuti del bando.

Che non fosse un confronto voluto per cercare una soluzione, ma solo per ribadire la posizione dell'Amministrazione davanti alla stampa, era del resto chiaro dalla scelta di fissare l’appuntamento due ore dopo la chiusura del bando. Gara alla quale la Lazio Nuoto ha regolarmente partecipato, presentando comunque nei giorni scorsi ricorso al Tar redatto dall’avvocato Daniele Sterrantino.

All’incontro, a cui hanno preso parte per la Lazio il Presidente Massimo Moroli, il vicepresidente Renato Siniscalchi, l’avvocato Daniele Sterrantino ed il Presidente Generale della Lazio Antonio Buccioni, la Lazio Nuoto ha nuovamente evidenziato come il bando non premi adeguatamente il sociale e l’agonismo e soprattutto non tuteli chi con criticità oggi nuota gratis in piscina, le fasce deboli, lo sport d’alto livello, compreso quello paralimpico, a cui attualmente vengono destinati i ricavi della Garbatella.
Questo anche perché in primo luogo l’incidenza dell'offerta economica decisa dal comune di Roma, cioè quanto potrà offrire il nuovo concessionario, è la più alta prevista dalla legge (decreto 50 del 2016 sul codice dei contratti che pone un limite massimo del 30%), nonostante l'assessore Frongia continui a ribadire il contrario, non si sa bene su quali basi.

Inoltre anche nell’offerta tecnica, dei 70 punti solo un massimo di 5 sono destinati a chi promuove o incrementa attività per disabili e anziani e solo un massimo di 3 a chi fa sport agonistico. Sarebbe questo lo sbandierato impegno preso dall’amministrazione a favore dell’agonismo e del sociale?

Come ha competentemente evidenziato punto per punto l’Avv. Sterrantino “il bando, per come è stato redatto finisce infatti per vanificare l’impegno di tutte le società sportive dilettantistiche come la Lazio Nuoto e favorire invece società puramente commerciali che hanno come unica o principale ragione d’essere il profitto commerciale. In piena violazione del Regolamento comunale emanato dalla stessa Amministrazione capitolina nel 2018 e comunque disattendendo di fatto lo spirito di servizio pubblico che dovrebbe caratterizzare queste attività”.

Infine, apprendiamo con piacere che il presidente della commissione sport Angelo Diario, dopo aver elogiato pubblicamente una società concorrente che parteciperà alla gara per la concessione di Garbatella, in due diverse occasioni ha sostenuto che il bando lui lo avrebbe scritto diversamente e che tra le 76 strutture "scadute" (alcune da anni e abbandonate al loro destino), sarebbe partito da una diversa da quella gestita dalla Lazio, la cui concessione è terminata solo pochi mesi fa. Allora ci si interroga su quale sia il ruolo della politica se non cercare di tutelare un servizio fondamentale per il comune stesso.

Non basta questo per fare un passo indietro e salvaguardare quelli che sono i veri valori dello sport, difesi  da quasi 120 anni dalla Lazio Nuoto?

 

06 / 03/ 19

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