Di seguito l’interpellanza fatta da l’On.le Nicola Fratoianni  (nella foto) in merito alla richiesta di cassa integrazione da parte di tre federazioni, FIT, FIR e FIN, che comunque sono già sovvenzionate da danari pubblici.


ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05507

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 334 del 05/05/2020

Firmatari
Primo firmatario: FRATOIANNI NICOLA
Gruppo: LIBERI E UGUALI
Data firma: 05/05/2020

Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO PER LE POLITICHE GIOVANILI E LO SPORT

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 05/05/2020
Stato iter: IN CORSO
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-05507
presentato da
FRATOIANNI Nicola
testo di
Martedì 5 maggio 2020, seduta n. 334

FRATOIANNI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro per le politiche giovanili e lo sport. —
Per sapere – premesso che:
da un articolo pubblicato sul quotidiano Il Tempo il 26 aprile 2020, si apprende che tre federazioni sportive — Fir, Fit, Fin — stiano provvedendo a presentare istanza per richiedere l'attivazione di integrazioni salariali per i propri dipendenti;
il 21 aprile 2020 Sport e Salute — società in house del Ministero dell'economia e delle finanze che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia — aveva anticipato il pagamento della seconda tranche dei contributi pubblici agli organismi sportivi in virtù del momento difficilissimo che vive l'attività sia di base sia di vertice;
il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, ha rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa, in particolare durante la trasmissione di lunedì 20 aprile 2020 «La politica nel pallone» su Gr Parlamento, poi riprese da diversi siti in on line specializzati, invitando gli enti sportivi a far sì che si evitasse il ricorso agli ammortizzatori sociali, dichiarando: «che gli organismi sportivi beneficiano di contributi pubblici che prioritariamente andrebbero indirizzati alla copertura dei costi, in particolare del personale»;

in una lettera inviata ai vertici di Sport e Salute, 39 su 44 aderenti all'Associazione segretari generali delle federazioni sportive rilevano che «indipendentemente dalle valutazioni di tipo economico aziendale che tali Federazioni avranno sicuramente e legittimamente fatto, tale richiesta — di attivazione degli ammortizzatori sociali — a nostro avviso, rappresenta un modo, quanto meno “distorto”, di interpretare la finalizzazione dei contributi di Sport e Salute alle Fsn, contributi che ricordiamo essere di natura pubblica»;

non risulta ad oggi all'interrogante che Fir, Fit e Fin abbiano manifestato alcuna difficoltà economica. In tal senso, approfittare di ammortizzatori sociali che sono a carico della finanza pubblica, in un momento delicato per il Paese, ha poco a che fare con i principi etici di cui il mondo dello sport si fregia;
gli accordi sindacali vigenti, stipulati all'insorgere dell'emergenza sanitaria con Sport e Salute e validi per tutte le federazioni sportive, non prevedono in alcun modo il ricorso a forme di integrazione salariale, ma prevedono solamente lo smart-working e l'utilizzo delle ferie pregresse, della banca ore e dei brevi permessi –:

se i Ministri interrogati, per quanto di competenza, non intendano adottare iniziative affinché le richieste di accesso al Fondo d'integrazione salariale richiamate in premessa, qualora già pervenute o in arrivo, non vengano accolte e se intendano adoperarsi affinché vengano tutelati e mantenuti gli attuali livelli occupazionali, invitando le Federazioni sportive nazionali (Fsn) a provvedere a misure organizzative alternative del lavoro come previsto dagli accordi sindacali.
(4-05507)

 

28 / 05/ 20