Un fatto è certo: l’effetto covid non solo è stato devastante per l’economia del nostro paese, ma l’onda lunga che ha prodotto non si è ancora esaurita.
In questo contesto, tragico per l’occupazione, per tante famiglie, c’è chi ancora cerca di trovare quello scoop che dovrebbe fare sensazione, c’è chi rammarica se il prossimo campionato si potrebbe giocare con 13 squadre. Ma chi se ne frega !
Forse a Sergio Tosi sta più a cuore fare la squadra per giocare il prossimo campionato o pensare alle famiglie di circa 1700 collaboratori?

Qui sta l’arcano per un imprenditore, la cui società gestiva circa 45 impianti, senza aiuti di nessuno. A differenza di chi, specie nella capitale, ha le spalle molto ben coperte.
La situazione della Sport Management, dal lato sportivo è drammatica, dal lato occupazionale pure. I costi per mettere a norma un impianto sono tanti: moltiplichiamoli per 45 ed allora diventano proibitivi.

In più c’è anche un altro problema: «Abbiamo avviato trattative con due grossi sponsor – ci confida il Prof. Tosi – ma sono molto perplessi. In affetti che cosa si possono aspettare dal prossimo campionato? Piscine senza pubblico e televisioni assenti? Mi domando come altre realtà come la nostra possano pensare di andare avanti. Forse moltiplicano i pani ed i pesci?».

Già perchè se spostiamo l’obbiettivo sulla pallanuoto, ci sono delle problematiche che ai più sfuggono: giusto pensare che la via d’uscita sia disputare il prossimo campionato schierando le formazioni Under 20?
Che senso ha mandare allo sbaraglio dei giovani? Non sarebbe assolutamente la strada migliore per farli crescere: meglio allora un programma biennale per poi scalare le varie serie, chiaramente confidando in un cambio di passo sia del covid, sia della crisi economica.   
Se così non fosse, ben venga allora l’esitazione dalla Sport Management, e perché no una sua rinuncia.
Anche perchè, mal che vada, ricordiamoci che il “13” porta fortuna.
Almeno a chi ci crede.



 

27 / 07/ 20

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