Ad andare per clichè si potrebbe definire la Rivoluzione d'Imperia. Il Settebello della pallanuoto apre la stagione post Tokyo appunto nel Ponente ligure: tre giorni di collegiale che culmineranno martedì 2 alle 19.30 nel test match con la Croazia. Venti i convocati più un secondo gruppo di undici millennials la cui prospettiva si allarga da Parigi '24 a Los Angeles '28. Fra i "grandi" cinque senatori lasciati a casa (il capitano Figlioli, Aicardi, Figari, Bodegas e Stefano Luongo), ma soprattutto due reduci dall'argento mondiale Under 20 di Praga: Ferrero e Iocchi Gratta.

Campagna, la rinfrescata era prevedibile per motivi anagrafici - tutti over 30, gli esclusi, dai 37 di Figlioli ai 31 di Luongo - ma un taglio così, forse, non se lo aspettavano neppure gli addetti ai lavori…
Innanzi tutto, non è un taglio. Questa è una stagione particolare, con Mondiali a maggio, Europei a fine estate, nel mezzo Universiade o Giochi del Mediterraneo, oltre alla World League e alle attività dei club. Era un'opportunità unica da sfruttare per vedere all'opera facce nuove e giocatori rimasti fuori all'ultimo dalla convocazione olimpica. C'è un gruppo, attualmente di 11 ma intercambiabile, quello dei ragazzi del cosiddetto Progetto Tecnico, il cui obiettivo finale sarà appunto la manifestazione minore, Mediterranei o Universiade, vedremo. Altri che avranno la possibilità di giocare di più e assumersi maggiori responsabilità senza le spalle coperte dai giocatori più esperti. Toccherà a loro. Ma nessuno è fuori dal progetto, compresi quelli che non ho convocato. Per cui varrà la vetrina del campionato e delle coppe.

Nessuno ha fatto un passo indietro, nemmeno Bodegas per cui si parlava di sirene francesi per fargli disputare con i Galletti i Giochi di Parigi?
Con Mike il rapporto è trasparente: mi ha detto che non valuta questa possibilità. Gli altri sanno che li seguo. Non si è tirato indietro Figari andando a Quinto, dove non fa le coppe, e Luongo, che è il più giovane dei cinque, sa di non essere dimenticato. Chiaro che il suo apporto è più funzionale se ci è consentito giocare come a Gwuangju piuttosto che come a Tokyo.

Ci spieghi…
Il problema è tecnico-politico. In Europa si arbitra in modo completamente differente. A Gwuangju gli arbitraggi erano finalizzati alla velocizzazione del gioco e noi ci siamo espressi al meglio. Ma la pallanuoto è tenuta d'occhio in ambito olimpico, periodicamente si parla di rischi di esclusione dal programma e, allora, per prevenire il gioco violento, si finisce per arbitrare fischiando fallo a ogni minimo contatto, giocando molto più in verticale, penalizzando giocatori veloci e spettacolari come Di Fulvio, Varga, Genidounias, favorendo i tiratori da fuori, peggiorando lo spettacolo e aumentando in modo esponenziale le azioni in superiorità

Rimedi?
Ai Mondiali Under mi è sembrato di vedere un miglioramento, ma vedremo e capiremo a stagione in corso.

Torniamo ai giovani…
Avranno 7 collegiali e quindi 42 allenamenti per respirare l'aria della Nazionale e maturare ulteriormente

Per i 5 esclusi una stagione senza azzurro?
Valuteremo ad aprile

A Tokyo un settimo posto che certo non la soddisfa: tornasse indietro, farebbe qualcosa diversamente?
Col senno di poi sarebbe facile, magari proprio in rapporto al tipo di gioco consentito... L'allenatore è come un manager, deve fare delle scelte. Io non ci dormo prima, ma quando le faccio non ho rimpianti

Un anno per far crescere il gruppo?
Non soltanto: per far crescere il gruppo, ottenere la qualificazione ai Mondiali di Doha del 2023 e stare il più vicino possibile al podio, possibilmente salendoci sopra (1-da Il Secolo XIX)

Nella foto d'archivio di Giorgio Scarfì
l'ultimo radunno azzurro in Liguria il 29 dicembre 2020 a Camogli

29 / 10/ 21