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La maggior parte degli atleti professionisti nel 21° secolo sono "globetrotter". Durante la loro carriera, spesso si spostano da un paese all'altro, da un club all'altro.
Aleksandar Ivovic, uno dei migliori giocatori di pallanuoto di oggi, non appartiene a questi atleti. La sua carriera nelle squadre senior dura da 18 anni, ma ha giocato in soli tre club: Jadran Herceg Novi, Pro Recco e Jug Dubrovnik.
Tutte e tre le squadre hanno dominato nei rispettivi paesi negli ultimi 20 anni. Hanno anche avuto molti successi a livello internazionale. Durante la sua carriera, ha ricevuto numerosi premi individuali. Per Swimming World Magazine è stato il miglior giocatore di pallanuoto del 2018.  Ivovic è stato il miglior marcatore dei Mondiali 2013 (ha condiviso il premio con Sandro Sukno), il miglior marcatore dei Mondiali 2019, il miglior atleta del Montenegro (2015 e 2016). per ben due volte, nel 2018 e 2019, è presente nella squadra dell’anno, scelto e votato dagli allenatori per il Premio Total Player.“Leka”  ha iniziato a giocare a pallanuoto nella sua città, Herceg Novi dove ha frequentato la scuola di pallanuoto dello Jadran. Nel 2002, entra a far parte del team senior.



«Ho debuttato per la squadra senior quando avevo 17 anni. E’ stata la mia fortuna, perché in quel momento lo Jadran aveva una squadra eccellente. Sono cresciuto come atleta al fianco di grandi giocatori, anche non sono più “vecchi” di me, ma avevano più esperienza: Boris Zlokovic, Vladimir Gojkovic, Predrag Jokic. Quando hanno lasciato il club, ho assunto più responsabilità. Ho la possibilità di sviluppare appieno le mie possibilità non solo come difensore centrale, che è la mia posizione principale, ma anche come attaccante. E ho colto l'occasione: otto anni allo Jadran mi hanno fatto crescere enormemente».

All'inizio di questo secolo, lo Jadran ha dominato nella lega di Serbia e Montenegro e successivamente nel campionato montenegrino e nella coppa nazionale. Il suo primo successo in carriera è stato vincere la lega regionale 2010. È stato votato il miglior giocatore della competizione ed è stato il miglior marcatore della stagione.
Poi arrivò la Pro Recco.
«Un invito che non avrei mai potuto rifiutare. Recco è stato il miglior club al mondo per anni. E non si può non essere pronti alla sfida di giocare in squadre che puntano solo a vincere».



Nel 2012, Leka Ivovic ha vinto la sua prima Champions League. La Pro Recco ha dominato la stagione europea e ha conquistato il trofeo nella Final Four di Oradea. Ma, nello stesso anno, Ivovic lasciò la Pro Recco. Il club italiano ha deciso di ritirarsi dalla Champions League, dopo dissapori con LEN. Il patron Gabriele Volpi, per protesta, lasciò anche la società. Con Leka quasi tutti i giocatori stranieri lasciarono il club biancoceleste, non potendo disputare le coppe.
Quindi ecco lo Jug.
«Diverse società mi hanno cercato, ma ho accettato l'offerta dello Jug, perché l’ambizione sportiva è stata la ragione cruciale per quella scelta. Come ho detto prima la sfida è scegliere un club con grandi ambizioni, che vuole vincere. E lo Jug ha da sempre questa fame di vittoria. Ho trascorso una stagione in Jug e ho vinto il campionato croato. Abbiamo raggiunto la finale della Champions League e le finali della Regional League e della Coppa di Croazia».Nel 2013, Gabriele Volpi torna alla Pro Recco. Il club rientra sul palcoscenico europeo e molti stranieri, incluso Ivovic, tornano a

Punta Sant’Anna. La striscia vincente continua con i biancocelesti. Conquistano l'ottavo titolo europeo nel 2015.
E dal 2018, Leka Ivovic diventa il “capitano” del club più vincente al mondo.
«Sono diventato capitano quando è arrivato in panchina Ratko Rudic. Essere il capitano del Recco è una responsabilità che mi onora. I miei compagni di squadra, incluso il precedente capitano Stefano Tempesti, mi hanno supportato. È facile, ma allo stesso tempo difficile essere il “capitano” della Pro Recco. È facile perché guidi un gruppo di giocatori eccellenti che sanno sempre trovare la soluzione giusta durante il gioco. Ma anche un capitano deve sempre avere un rispetto speciale per tutti i giocatori. I miei compagni di squadra sono giocatori orgogliosi che hanno ottenuto molto durante la loro carriera. Sono consapevoli delle loro qualità. Non sarebbero i migliori se non la pensassero in questo modo e meritano un grande rispetto».

Con il Recco, Ivovic ha vinto otto scudetti e otto Coppe italiane, due Champions. Ha compiuto 34 anni a febbraio.
È troppo presto per pensare alla fine della carriera?
«Penso di poter giocare ancora due o tre anni. Vorrei finire la mia carriera come giocatore alla Pro Recco. Vorrei giocare finché sento di poter dare il meglio di me stesso. Non voglio ritirarmi troppo tardi, quando non sarò in grado di affrontare le sfide più difficili».

Come si è fermato il campionato italiano, Ivovic è tornasto a Herceg Novi. Forse questa estate tornerà ad indossare la calottina dello Jadran, per mantenere la forma fisica. Se il campionato montenegrino non si svolgerà, la Federazione prevede di organizzare una serie di tornei non ufficiali. I giocatori che giocano all’estero potranno giocare in questi tornei nei club montenegrini.
«E’ una buona idea. Queste partite sarebbero un'ottima promozione della pallanuoto. I nostri tifosi vorrebbero rivedere i nazionali che giocano fuori dal Montenegro da anni. Senza dimenticare che noi giocatori vogliamo tornare in forma il prima possibile. Ci mancano le partite».



Giocando per Serbia e Montenegro, Ivovic ha vinto la medaglia d'oro all'Universiade del 2005 e il bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 2005. Ha quattro medaglie dei Campionati Europei con il Montenegro (oro, due argenti, bronzo), due ori e una medaglia d'argento nella World League
Ma insegue un sogno: una medaglia olimpica. Ha partecipato a tre Olimpiadi (2008, 2012, 2016). Tre volte in semifinale, ma gli ”aikula” sono tornati a casa senza medaglie in ogni occasione, sconfitti dalla Serbia per il bronzo a Pechino nel 2008 e Londra nel 2012. A Rio 2016, il Montenegro ha perso contro l'Italia sempre il 3° posto.
«Abbiamo perso tre partite per la medaglia di bronzo, ma raggiungere le tre semifinali di fila dei Giochi Olimpici di fila è un risultato significativo, anche senza una medaglia. Mi dispiace di più per il gioco della medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2012 a Londra. Avevamo una squadra eccellente e abbiamo giocato molto bene per tutto l’anno. All'inizio
nel quarto tempo, avevamo tre reti di vantaggio, ma la Serbia è riuscita a vincere. La qualità individuale dei loro giocatori ha è stata decisiva».

È finalmente arrivato il momento della prima medaglia olimpica del Montenegro? Tokyo sarà una nuova opportunità?
Tempo fa, Ivovic ha annunciato che si sarebbe ritirato dalla nazionale dopo le Olimpiadi di Tokyo. Ed il rinvio dei Giochi non ha cambiato i suoi piani. «Certo, stiamo pensando a Tokyo, ma stiamo procedendo passo dopo passo. Il Montenegro deve ancora qualificarsi per le Olimpiadi».

Il Montenegro ha aperto l'anno con la medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Budapest.
«Abbiamo iniziato bene l'anno e abbiamo conquistato il bronzo, anche se eravamo tra le squadre più giovani di Budapest. La squadra è stata rinnovata. Molti giocatori giovani e di talento hanno mostrato il loro potenziale, ma hanno bisogno di esperienza. C’è una buona atmosfera nella squadra. All'inizio di maggio ci siamo riuniti di nuovo a Herceg Novi e stiamo lavorando bene. Abbiamo abbastanza tempo per prepararci a nuove sfide. Fino alla prossima estate, i nostri giovani potranno fare più esperienza. Ho fiducia in questa squadra e nello staff tecnico e penso che potremo di nuovo lottare per una medaglia olimpica. Sarà difficile, come al solito. Serbia, Croazia, Italia, Spagna, Ungheria saranno serie contendenti alle medaglie. Ma, al momento, il nostro obiettivo principale è il torneo olimpico di qualificazione a Rotterdam a febbraio».

A differenza degli anni precedenti, la Pro Recco non è stata finora molto attiva con acquisti e cessioni. Sette giocatori hanno lasciato il club, tra cui Filip Filipovic, Andro Buslje, Vincenzo Renzuto, Edoardo Di Somma. Sono arrivati solo tre giocatori. «Sfortunatamente, non abbiamo completato questa stagione e non si è giocata la Final Eight di Champions League a Recco, come speravamo. Ma nonostante la stagione sia stata sospesa a causa della pandemia, il club si è dimostrato estremamente corretto. I giocatori hanno ricevuto gli stipendi concordati. L'orientamento della società è cambiato rispetto ai precedenti quattro-cinque anni. Non avremo tanti giocatori come prima, anche perché un gran numero di giocatori ha creato a volte problemi. Normalmente, ogni giocatore vuole giocare il più possibile, e alcuni non erano soddisfatti dei minutaggi, perché c’era l’imbarazzo della scelta: tutti giocatori eccellenti. Quest'anno, Pro Recco forse non è stato al centro dell'attenzione nel mercato dei trasferimenti, ma il nostro obiettivo rimane lo stesso: vincere. Forse non saremo favoriti così come nelle stagioni precedenti, ma d'altra parte non subiremo una grande pressione».



La mappa europea della pallanuoto è cambiata nelle ultime settimane. Alcuni club e squadre francesi si sono rinforzate.
«Penso che il campionato italiano sarà molto più forte e attraente la prossima stagione. Brescia, Ortigia, Savona hanno fatto acquisti importanti, e mi aspetto che la battaglia per il titolo sarà molto più interessante. Anche i club in Francia hanno investito molto in nuovi giocatori, in particolare Marsiglia. Forse i francesi vogliono far crescere la loro pallanuoto perché i Giochi olimpici del 2024 si terranno a Parigi. Una campionato di qualità aiuterà anche a migliorare la qualità della squadra nazionale. Spero che il progetto francese non abbia vita breve».
La situazione sta cambiando anche in Ungheria. Ci saranno meno stranieri nei club ungheresi rispetto agli anni precedenti. «È un piacere guardare le partite del campionato ungherese di pallanuoto. Sì, ci saranno davvero meno giocatori stranieri nella prossima stagione, ma sono sicuro che il campionato resterà molto avvincente».

 

Per gentile concessione di total-waterpolo.com photo courtesy total waterpolo
L’intervista è di Ivan Curcic pubblicata in lingua inglese.
La foto di apertura è di Laszlo Balogh
La foto in chiusura è di Andrea Staccioli


 

 

 

04 / 06/ 20