Appena concluso il primo concentramento di Coppa Italia l’Ortigia serra i ranghi in vista del prossimo girone di Bogliasco del 7 e 8 ottobre. Ne parliamo con Stefano Piccardo, neoallenatore degli aretusei

Che risposte ha avuto dopo il primo impegno ufficiale?
Direi buone soprattutto dal punto di vista fisico giocando 4 partite in 30 ore più o meno. Ho avuto indicazioni interessanti dalla difesa posizionata, qualcosa da rivedere con l’uomo in meno. La squadra sta lavorando molto, ci sono 4 nuovi innesti oltre me come allenatore, il gruppo già presente ha avuto diversi cambi di guida negli ultimi anni quindi non è facile resettare. Ma tutti si sono dimostrati estremamente disponibili e professionali, abbiamo bisogno di tempo e lavoro per conoscerci, un processo normale, vedo grossi margini di crescita.

Il prossimo turno non sarà dei più facili…
Assolutamente, sia per gli avversari che per i ritmi. Giocheremo 3 partite in meno di 24 ore, sabato pomeriggio con la Sport Management, domenica mattina con il Recco e poi con il Savona. Diciamo che l’ultima gara sarebbe stata la più interessante nonostante i biancorossi siano di un livello superiore al nostro, se fosse stata la prima avrebbe avuto senso magari, ma come ultima mi sa che i muscoli non consentiranno chissà cosa (dice ironicamente, ndc)

A prescindere dall’impegno di coppa, quali saranno gli obiettivi della stagione?
Di sicuro vogliamo creare un gruppo coeso capace di migliorare il nono posto dello scorso anno, raggiunto nell’ultima gara contro il Bogliasco. Per farlo dobbiamo lavorare tanto e assicurarci di lasciare la zona play out al più presto. Sarà un campionato come sempre separato tra le solite prime 3 e aggiungerei la Canottieri Napoli, l’altro torneo con tante squadre che si sono rinforzate, molte delle quali saranno sullo stesso piano, ci saranno risultati livellati.

Ha citato due squadre che fanno del vivaio la loro forza. A che punto è quello dell’Ortigia?
Stiamo lavorando molto in prospettiva, l’idea è quella di creare un settore giovanile dal quale attingere nei prossimi anni. Abbiamo preso Scorza che è un giovane di prospettiva per l’under 13 e under 15, aggregheremo Cassia alla prima squadra, che è un 2002, oltre a crescere lui come credo, vorrei che fosse l’esempio per tutti gli altri giovani che con il lavoro si possono raggiungere i risultati sperati

Infine, perché l’Ortigia?
Ero ancora sotto contratto a Trieste ma avevo bisogno di stimoli nuovi ed una società con oltre 90 anni di tradizione mi è sembrata l’ideale per una nuova avventura, mi riempie d’orgoglio la loro chiamata. Arrivo in Sicilia con tanto entusiasmo, sicuramente porterò il bagaglio di esperienza del passato, ma ogni storia è a se

 

04 / 10/ 17

Potrebbero interessarti