Grinta, cattiveria agonistica, caparbietà. Tre elementi che contro gli States sono mancati al Settebello. Paolo De Crescenzo, ex Ct azzurro, ha seguito il pomeriggio in vasca dalla sua Napoli. «Possiamo dire che oggi è stata una partita di preparazione ai quarti. Gli USA volevano uscire a testa alta dal torneo e così è stato». Diplomatico come sempre, non una parola fuori posto.
Però abbiamo per la prima volta difeso male. perchè?
«Per i motivi che abbiamo detto: cattiveria, grinta, caparbietà che ci hanno portato a vincere con Spagna e Montenegro non si sono viste. Non si è vista quella grande volontà di bloccare l'avversario mentre prepara le sue azioni».
Come si spiega questo cambio di rotta?
«Si sentono appagati, pensano all'avversario che dovranno affrontare ai quarti e vista la nullità della gara, alla fine si gioca come se si fosse in un allenamento».
Certo questa ultima giornata ci ha lasciato un pò con l'amaro in bocca.
«Olimpiadi e Mondiali devono cambiare formula. Non è possibile che alcune squadre facciano dei calcoli per entrare nei quarti. Si scende in vasca per giocare, per vincere. Poi se si perde ci saranno le giuste recriminazioni. Ma così non va. Le big non rischiano. Basta vedere il torneo della Serbia: eppure coram populi è la favorita alla vittoria finale».
Tempesti e Del Lungo. Alternanza giusta?
«Lo stanno facendo tante squadre. Stefano non si discute, ma ricordiamoci che è stato fermo anche oltre un mese. Del Lungo è il futuro, deve crescere: l'esperienza viene giocando. E poi con questa mossa Campagna li tiene pronti tutti e due. Per assurdo cambi, prove di schemi sono figli di questa formula che alla fine non premia nessuno».

14 / 08/ 16