Ha sconvolto praticamente la sua vita. Dalla Nuova Zelanda all’Australia, poi l’Europa, cinque stagioni in Ungheria, quindi nuovamente Australia per tornare, da questa stagione, in Europa. Joe Kayes, di professione centroboa, un vero e proprio gigante, arriva a Recco, dopo aver conosciuto l’Ungheria. Ed  è stato decisamente più facile. Il clima, ma sopratutto il mare («sono cresciuto sul mare. Lo amo»).
E poi la nostalgia di casa: la sua fortuna si chiama Jordyn, con cui ormai condivide la sua vita e lo segue imperterrita nel suo peregrinare. Di origine samoana da parte di madre, ha su di sé un tatuaggio che si potrebbe definire un’opera d’arte. «Il tatuaggio? Sono un insieme di disegni che mi piacciono. Fa parte della cultura samoana che ho ereditato da mamma. L’ho fatto nel 2011, in Nuova Zelanda, da un famoso tatuatore».
Non parla ancora l’italiano, ma si fa capire anche con poche parole. E giorno dopo giorno la tecnica si sta affinando: le sei reti alla Dynamo a Mosca e le quattro al Barceloneta in Spagna sono il risultato di un grosso lavoro.

Che impressione le ha fatto il mondo biancoceleste?
L’ambiente della Pro Recco è eccezionale. Ci alleniamo tutti duramente e andiamo d'accordo. In società ci sono persone e giocatori fantastici. Questo rende tutto più facile, dentro e fuori la piscina. Conosco il presidente Felugo da alcuni anni e si può dire che il mondo conosce mister Rudic: quando sono stato contattato è stato facile dire si, visto che ho sempre desiderato giocare per la Pro Recco.

È difficile giocare solo in Champions League?
La difficoltà maggiore è essere pazienti. Non giocare una o due volte a settimana impone un grande sforzo perché è un continuo "start e stop". Il mio ruolo di centroboa, poi, si basa molto sui rapporti con i giocatori e sui meccanismi di gioco, ma i miei compagni sono straordinari e mi stanno dando un grande supporto.

Cosa le piace della cucina italiana?
Penso sia impossibile raggiungere le mie dimensioni senza amare il cibo e quello italiano è sicuramente uno dei miei preferiti. Adoro la pasta con i frutti di mare e la focaccia, ma sono sicuro che basta chiedere a chi mi conosce che risponderà: Joe? Mangia tutto! (ride).

Quanto è stata importante alla sua crescita la “cura” Rudic?
È fantastico lavorare con qualcuno che ha grandi aspettative. Non c'è spazio per essere pigri o prendersela comoda ed è importante perché hai più possibilità di diventare un giocatore migliore. È un allenatore duro, ma è giusto quanto sta facendo, è stato grandioso finora.

Ha avuto modo di visitare la Liguria?
Adoro le Cinque Terre e le cittadine intorno a Recco, anche se non succede molto in inverno, ma è comunque bello. A volte, nei week end, con la mia ragazza prendiamo il treno e andiamo a camminare, per poi scoprire qualche bel ristorante (seconda risata fragorosa!).

Cosa fa nel tempo libero?
Mi piace girare, conoscere, vedere posti che non conosco. Non abbiamo molto tempo libero durante la stagione ed è un po' difficile programmare spostamenti troppo lontani. Ma come posso mi guardo intorno.

Quali sono i suoi hobby preferiti?
Amo la pesca, le immersioni subacquee, la spiaggia e l'aria aperta. In Nuova Zelanda sono cresciuto sul mare, quindi amo tutto ciò che ruota intorno all’acqua. Certo stare con amici e parenti, quando sono a casa, mi rende felice.



15 / 02/ 19

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