Ha combattuto da grande condottiero. Ma con il suo Montenegro non ha fatto quel centro che si era prefissato: la semifinale. Leka Ivovic, resta comunque un campione, anche nel commentare una gara che, dopo sedici minuti, è scivolata in mano all’avversario. «Nei primi due quarti abbiamo disputato una partita quasi perfetta – ci racconta-  difficile pensare di giocare così con un avversario come la Croazia. Siamo andati in vantaggio di due reti e sul 4-2 abbiamo avuto due occasioni clamorose per staccarci».

Episodi che avrebbero potuto cambiare la gara?
Così è stato. Quando fai questi errori è difficile non aspettarsi una contromossa da un avversario come la Croazia. Poi quando hanno ridotto il gap hanno anche avuto quel pizzico di fortuna che aiuta sempre gli audaci.

Ci faccia capire
Hanno avuto due rimpalli grazie ai quali sono riusciti ad andare avanti. In due occasioni abbiamo giocato con l’uomo in meno molto bene, la difesa è stata non dico perfetta ma quasi, bene la palla in mezzo, ma in tutte e due le circostante ci ha penalizzato un rimpallo. E partite come quella di stasera purtroppo si decidono anche con questo tipo di giocate.

Quanto pesa questa sconfitta?
Sono sincero: da atleta preferisco perdere una partita in questo modo. Quando non hai rimpianti nel dopo gara, non hai rimorsi dopo aver giocato dando tutto te stesso. Quando dai il massimo una volta perdi una vinci. Lo sport è questo.

Il Montenegro è in costruzione per l’Olimpiade. Cosa ne pensa di questi cambiamenti?
Rispetto ad altre squadre ci sono molti giocatori nuovi. Dalle Olimpiadi di Rio ad oggi abbiamo quattro nuovi giovani di cui due non hanno ancora vent’anni. A loro queste partite serviranno per crescere più in fretta rispetto ai coetanei che non hanno l’occasione di debuttare in nazionale. Ecco, possiamo leggere questa sconfitta anche sotto questo aspetto. Abbiamo un percorso da fare in vista di Tokyo 2020: posso affermare che siamo sulla strada giusta.

Come vede questo europeo?
Penso che solo due squadre hanno fatto fin qui la differenza e potranno andare in finale: Italia e Serbia. Ma incrociamo le dita, non si deve dire! L’Ungheria ha perso qualità con chi ha lasciato la nazionale e ha tanti giovani non ancora pronti. Devono fare esperienza. L’Italia mi piace molto: è una squadra costruita bene, gioca anche con due mancini, ha solo un centro. Quindi velocizza molto il gioco, va in contropiede, ha molte soluzioni d’attacco. Direi che Campagna sta giocando una pallanuoto moderna e piacevole da guardare.

 

24 / 07/ 18