Senza dubbio è stato il deus ex machina della pallanuoto femminile di successo, quella vincente, quella che, fino ad oggi unica, si è fregiata di un oro Olimpico, troppo spesso (non) volutamente dimenticato. Già perché l’artefice, il condottiero è un personaggio scomodo a molti, in quanto ama dire sempre quello che pensa, sulla faccia, senza pensarci su due volte. Ma di Pierluigi Formiconi, oggi in Italia (e forse anche nel mondo) non ce ne sono più. Unico, inimitabile, irriproducibile.

Formiconi dopo aver seguito i recenti Europei, cosa non ha funzionato secondo lei nelle due squadre? Il Setterosa ha chiuso al sesto posto, il Settebello, anche per una serie di circostanze “avverse” al quarto.
Chiaramente per capire cosa non funziona bisogna stare all’interno delle squadra, viverla. Per quanto riguarda le ragazze, l’attuale Ct ha dichiarato in televisione che ha capito dove hanno sbagliato, piazzandosi però a ridosso delle nazionali più importanti. Apro una parentesi: con le mie ragazze abbiamo partecipato a cinque europei, vincendone quattro, e perdendone uno arrivando secondi. Piazzarsi al sesto posto credo non possa avere altro significato che essere ultimi, in quanto quelle dietro non contano. Anzi credo che sia la strada sbagliata per allargare il giro della pallanuoto in Europa: è mortificante per le atlete e per chi vede queste gare, proporre squadre che non hanno neppure un campionato nazionale. Non è possibile avere risultati con 20 anche 30 gol di scarto, e allo stesso tempo sentire commenti positivi. E’ uno spettacolo ridicolo. Ma la cosa più grave credo sia quella di sentire commenti favorevoli per la conquista del sesto posto. Se ai vertici va bene così, contenti tutti.

Ha visto le partite del Setterosa. Cosa ne pensa?
Penso che una volta uscita di scena Tania Di Mario questa squadra abbia avuto un calo verticale. Non ci sono certamente più le giocatrici di prima, e credo non sia possibile neppure paragonare le attuali azzurre con quelle con cui abbiamo vinto le Olimpiadi, senza chiaramente voler attaccare personalmente alcuna di loro.

Come spiega questa sua affermazione?
Non lo so. Non so perché non ci siano più Malato, Bosurgi, Di Mario, Conti, Miceli, Grego .. e via via tutte le altre. C’è senza dubbio qualche cosa che non funziona. Sopratutto alla base, nelle giovanili dei club e nelle varie nazionali. «Sappiamo perfettamente dove abbiamo sbagliato» è una frase che credo non abbia senso. La verità è diversa: abbiamo sbagliato, abbiamo lavorato male. D’accordo che i tempi cambiano. Ma quando ero sulla panchina del Setterosa nelle trasferte all’inizio eravamo in due, per arrivare a cinque ad Atene nel 2004. Oggi ci sono dieci persone. Con quali risultati?

Quindi se parliamo di base vuol dire che i problemi partono dai club?
Vede sono convinto che oggi in troppi s’improvvisano allenatori. Qualcuno bravo lo abbiamo. Basta vedere cosa continua a vincere a livello giovanile Mario Sinatra, oppure Stefano Posterivo. Ma il problema che i “signor nessuno” oggi sono quelli che occupano una scena che poi distruggono, perché non sanno costruire. Sono stato a vedere le finali under 15. Nel Bogliasco ho visto due ragazzine che potrebbero avere un grande futuro. Ma perché figlie di due ottimi atleti (Bettini e Mannai, ndc). Poi? Ho visto dei tecnici che manco conoscevo. Partire bene dal basso significa costruire bene ai massimi livelli.

Secondo lei quali sono le lacune peggiori?
Bella domanda: ci sono lacune impressionanti dal punto di vista tecnico e tattico. E la nazionale mi sembra che abbia proprio questo tipo di lacune. Chi fa atletica non può giocare al calcio. Giusto? Sono mosche bianche coloro che sanno ed insegnano. Quindi se poi arriviamo al sesto posto in un Europeo non dobbiamo stupirci più di tanto. Com’era quel detto? Chi semina raccoglie?

Quale strada potrebbe consigliare?
Io? Nulla, perché dopo aver vinto un oro olimpico, due ori, un argento e un bronzo ai mondiali, quattro ori ed un argento agli europei, ho dovuto fare un corso di aggiornamento tenuto da non so neppure chi sia. Finchè la meritocrazia sarà messa in un angolo a scapito del nepotismo, saremmo sempre a commentare degli insuccessi. Tempo fa ho sentito Rudic che disse: contano solo gli europei, mondiali e Olimpiadi. Tutto il resto è perdita di tempo. Quindi, basta accontentarsi …

Tornerebbe sulla panchina di una Nazionale?
Ho avuto molti contatti ultimamente, specie all’estero. Ma non ne ho più voglia. Da noi? La maschile ha un grande ct, Sandro Campagna. Anche se non ho molto condiviso la sua scelta di portare ben quattro naturalizzati in azzurro. Giovani bravi ce ne sono e tanti: basta seguirli e farli seguire nei club. E comunque non mi permetterei mai neppure di pensare al suo posto. Per la femminile il problema è più complicato e non sta a me parlarne.

In conclusione questo è un sistema malato al suo interno? Che cura prescriverebbe?
Non so se è malato ed io non sono un medico. So solo che sono dispiaciuto. Fino a qualche anno fa eravamo ai vertici del mondo. Oggi siamo caduti molto in basso. Siamo sesti in Europa e forse settimi/ottavi nel mondo. Di giocatrici importanti ne ho viste in giro: purtroppo pensavo potessero dare di più ma non l'hanno dato per nulla.  Ci sono ruoli che hanno grosse lacune, e diciamocelo pure: una Di Mario oggi non la vedo più. Forse bisogna pure crearle. Ma se non viene loro spiegato come fare, resteremo sempre fermi al palo.

 

10 / 08/ 18

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