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Otto anni fa, il 23 ottobre 2012, ci lasciava Sandro Castellano, giornalista di lungo corso, firma tra le più autorevoli della pallanuoto, una vita alla guida di redazioni sportive, testimone e narratore di ribalte internazionali. Un maestro e un esempio che non va dimenticato.
La pallanuoto era la sua vita. Il cloro delle piscine il suo profumo. Le statistiche il suo pane. Nessuno sapeva come lui e quanto lui di pallanuoto. Nessuno ne ha scritto quanto lui, nessuno ne poteva scrivere senza passare attraverso il suo archivio, la sua conoscenza, la sua preparazione. Sandro Castellano era tutto questo. E qualcosa di più. Giornalista a tutto tondo, scrupoloso, attento, capace. Timido fino ad apparire burbero, con quei baffi alla Gengis Khan, rigoroso con se stesso prima ancora che con gli altri, nemico di sciatterie e improvvisazioni, insofferente con i saccheggiatori di numeri e dati senza nemmeno dirgli grazie.​

Quando arrivava in una qualsiasi piscina, non importa se per una finale olimpica o una banale partita di serie B, non passava inosservato. “C'è Castellano”, tecnici, dirigenti, arbitri, giocatori e appassionati si davano di gomito. La sua presenza era da sola il valore aggiunto. Come l'arrivo di un direttore d'orchestra capace di valutare gli orchestrali in ogni passaggio di nota, nella fedeltà allo spartito, nella bellezza di un assolo, nella tecnica individuale. I suoi giudizi, nel bene e nel male, era accettati senza riserve, anche se negativi. E lui non faceva sconti per nessuno. Ma era anche un punto di riferimento e di prezioso confronto per i colleghi di lungo corso, sempre pronti ad ascoltare la sua opinione su una giocata, su una decisione arbitrale, su una scelta tattica.

Nasce il 15 maggio1925 a Susa, ma cinque anni dopo la sua famiglia lo porta a Genova. Ed è sotto la Lanterna che comincia la sua carriera lunga e prestigiosa. Un percorso che inizia nell'immediato dopoguerra con “La Vedetta dello Sport”. Nel 1948 fonda “Il Grifone”, prima esperienza di cooperativa tra giornalisti e poligrafici; nel 1953 il balzo a Milano, dove è fondatore del quotidiano “La Notte” con Nino Nutrizio, grande firma del giornalismo sportivo, e non solo. Nel 1962 va alla direzione di “Football Italiano”, negli anni settanta è alla guida de “Il Mondo del Nuoto”, di cui è rimasto storico e apprezzato curatore della rubrica “Una vasca piena di pallanuoto”, piccola enciclopedia di personaggi, fatti, storie e statistiche, curata con certosino impegno fino alle Olimpiadi di Londra. Ma come non ricordare i 28 anni di lunga e prolifica esperienza come capo dei servizi sportivi del Corriere Mercantile. Una carriera coronata prima dalla presidenza del Gruppo ligure giornalisti sportivi intitolato a Renato Tosatti e poi da segretario dell'Ussi.

Olimpiadi, mondiali di calcio e di nuoto, campionati europei, coppe internazionali lo portano in ogni parte del mondo, cresce la sua autorevolezza, diventa punto di riferimento per testate prestigiose, non solo sportive. Nel suo palmarès troviamo i tre quotidiani sportivi (Gazzetta dello Sport, Tuttosport e Corriere dello Sport), Stampa, Corriere della Sera, Mattino di Napoli, Nazione, Sicilia di Catania, Secolo XIX, Lavoro. Un florilegio di giornali per i quali aveva dovuto coniare una serie incredibile di pseudonimi: Alex Winkler per il Secolo XIX, Angelo Castelli per Il Lavoro, Bianca Calotta per Il Giornale, Angelo Davico per altre testate e periodici.

Una carriera di alto profilo, senza eccessi né esaltazioni, mai sopra le righe, sempre documentato, all'insegna della competenza e della ricchezza di informazioni. Un percorso professionale senza cedimenti, anche con l'avanzare degli anni, la voglia di continuare a documentarsi e di arricchire il suo fantastico archivio ad ogni avvenimento e ad ogni livello. Un patrimonio​ spesso imitato ma​ inimitabile.
Senza Sandro Castellano la pallanuoto italiana (e internazionale) ha perso un amico tenace e severo, competente e leale. Ci manca.​ Ci mancherà.
Ciao, Sandro.

Nella foto ©
Sandro Castellano ai Mondiali di Barcellona del 2003


 

14 / 11/ 20