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Quando il “re” regnava ad Imperia, è arrivato lo scudetto. C’erano i soldi. E tanti.
Poi il “re” ha dovuto abdicare ed è iniziato il declino. Che si è concluso con la triste storia di oggi.

Non ci permettiamo di giudicare se tizio o caio siano colpevoli. Non ci interessa neppure.
Viviamo una vicenda di per se triste per tutto quello che coinvolge: ragazze e ragazzi che hanno sopportato sacrifici, che hanno gioito, che hanno scritto la parola “sportivo” nel loro destino. Oggi tutto ciò è cancellato.

Dire dirigenti incapaci non ha un ben preciso significato: era già successo, è successo, succederà.

Il problema che affligge questo mondo “dilettantistico” sta proprio in questa parola: dilettantismo.
Il giorno che le società, che hanno ambizioni, che si iscrivono ad un campionato, che pagano il più delle volte male e in silenzio i propri atleti, saranno costrette a darsi una struttura, ad essere un soggetto finanziariamente solvibile, allora queste cose non succederanno.

Forse la FIN dovrebbe meditare di più su questi “incidenti” di percorso e cambiare le carte in tavola.
Ma questo è un film che piace a pochi. Forse a nessuno.

 

30 / 09/ 17

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