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La notizia è apparsa questa mattina su swimminworldmagazine.com in un corposo articolo a firma Craig Lord, direttore del prestigioso magazine americano e prende spunto da due denunce presentate alla magistratura svizzera ed a quella italiana da parte di Bartolo Consolo, ex presidente LEN.
In motivo del contendere è una serie di irregolarità amministrative che hanno coinvolto i vertici del bureau della federazione europea e le presunti accuse sono rivolte a Paolo Barelli, attuale presidente, a David Sparkes, ex capo responsabile del nuoto britannico e Tamas Gyarfas, ex presidente della federazione ungherese di nuoto, dirigenti sia della LEN che membri del governo mondiale del nuoto, la FINA.

Una storia controversa che parte dal 2016 allorchè Barelli, Sparkes e Gyarfas sottoscrissero un contratto con la compagnia di assicurazioni Elevan srl a cui fu promessa, si legge nell’articolo di Lord, una percentuale delle entrate per i diritti di trasmissione in cambio della garanzia di un aumento delle commissioni. Sempre la stessa società Elevan ha anche ricevuto commissioni nel 2016 e 2017 per "attività di identificazione e assistenza" relative a un lucroso accordo di sponsorizzazione LEN con l'assicuratore UnipolSai (850mila euro) come risulta dai documenti che sono state inviatie ai pubblici ministeri che stanno indagando. UnipolSai con quella sponsorizzazione ha gettato un'ancora di salvezza in LEN in un momento in cui Barelli stava conducendo gli sforzi per far uscire la federazione europea da un gropsso buco finanziario.
Non solo. Tali sforzi comprendono entrate derivanti dai diritti di televisivi di tutti gli sport acquatici, stabiliti dai contratti fra LEN con l'European Broadcast Union (EBU) che ammontano a oltre 13 milioni di euro dal 2013. L'EBU, conferma sempre Lord, afferma di non aver mai negoziato con o attraverso terzi e non era a conoscenza di alcuna società chiamata Elevan.

Ieri, sulla scia di una riunione web tenutasi in “emergenza” i membri del consiglio di amministrazione della LEN dovevano approvare un nuovo protocollo di 33 pagine per la gestione dei pagamenti della LEN e ascoltare un rapporto del revisore interno alla stessa federazione, Ray Kendall, in Irlanda, una fonte senior ha dichiarato, come cita sempre Lord: «Il Comitato di verifica può garantire tutto. Siamo fiduciosi che non ci sia nessun caso a cui rispondere».

Una curiosità: il bureau della LEN la scorsa settimana ha anche approvato una richiesta avanzata da Paolo Barelli, di aprire un ufficio a Roma per sue esigenze lavorative.

Come andarà a finire? Senza dubbio la denuncia fatta anche alla commissione etica della FINA e del CONI potrebbe avere ripercussioni, tenendo conto che ci sono anche storie pregresse di diatribe interne mai sopite. In Ungheria  Gyarfas è in attesa di un processo per omicidio (si è sempre dichiarato innocente), mentre in FINA è sempre aperta la questione irrisolta di Husain Al-Musallam, oggi vice-presidente e probabile futuro presidente della federazione mondiale. Musallam nel 2017 è stato citato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti come co-cospiratore nel caso di colpevolezza del funzionario di calcio del Guam Richard Lai. Tra i pagamenti effettuati a Lai c'erano somme per oltre $ 800.000 che un fascicolo del DoJ afferma di essere stato inviato da un conto bancario sotto il controllo esclusivo di Al-Musallam e del suo capo al Consiglio Olimpico per l'Asia dello sceicco Ahmed Al-Fahad Al- Ahmed Al-Sabah.

Insomma c’è ne per tutti i gusti.

Nella foto da sinistra
in alto Bartolo Consolo e Paolo Barelli
in basso Tamas Gyarfas e David Sparkes


 

03 / 05/ 20