Certi legami non si sciolgono mai. E le storie si ripetono. Cambiano magari i contorni, ma i vincoli restano anche quando sembra che si siano sciolti definitivamente. Sandro Sukno e la Pro Recco sono così. A soli vent'anni con la calottina biancoceleste Sandro esplose diventando uno dei più forti al mondo.
Da ieri Recco è di nuovo trampolino di lancio per Sukno, 31 anni, stavolta non più come giocatore, ma come uno dei più giovani tecnici europei. La Pro Recco ha puntato su di lui per il dopo Hernandez. Il presidente Maurizio Felugo lo seguiva da lontano, prima come vice allenatore della Croazia, poi come tecnico del Primorac Kotor.
Da giovane promessa della pallanuoto, dunque, Sukno è tornato a Recco come giovane tecnico emergente. Se n'era andato nel 2017 quando, a soli 27 anni, il matrimonio con il Recco e la sua carriera di giocatore si interruppero di colpo a causa di un problema cardiaco emerso nelle visite di routine. Sukno salutò così, con la tristezza di un imprevisto che non si sarebbe mai immaginato.

Ieri è tornato con il sorriso: «Bello essere qui, Recco non è cambiata poi più di tanto. Bella la piscina di Punta Sant'Anna. Anche noi da giocatori iniziavamo sempre qui la stagione, poi ci trasferivamo altrove. Sono contento che invece stavolta potremo restare qui: una squadra deve giocare dove c'è la sua gente».
Viso da bravo ragazzo, modi garbati e idee chiare, Sukno (affiancato dal vice Jack Pastorino e dal preparatore atletico Francesco Rizzo) ha usato poche parole per impartire i primi ordini: «Un po' di vasche, poi un po' di palleggio. Del programma di allenamenti parleremo dopo».

A seguirlo da vicino c'era anche il patron Gabriele Volpi assieme a Felugo. Con loro il Caimano Eraldo Pizzo, il quale ha salutato la squadra con un sorriso che però ha richiamato immediatamente il senso di responsabilità: «Stasera divertitevi, da domani poi si fa sul serio».
In Coppa Italia la squadra esordirà il 17 settembre ad Anzio, dal 21 al 25 tutti ad allenarsi a Malta ospiti della Federazione: «Ci aspettano mesi difficili, impegnativi, sarà anche una stagione particolare con i Mondiali a maggio - dice ancora Sukno - Sappiamo che siamo tutti qui per provare a vincere tanto. Conosco quasi tutti i giocatori della rosa. So che ho a disposizione non solo grandissimi giocatori, ma anche ottimi uomini».

Poche parole, come in campo. Il Sukno allenatore non sembra molto diverso dal Sukno giocatore: «La verità è che io sono così anche nella vita di tutti i giorni - sorride - Come dite voi in Italia? Poche parole, dette bene. Ecco, io sono così».
Sukno è tornato, con una veste diversa rispetto a quando se n'era andato, ma con la stessa voglia di diventare importante nella pallanuoto: dieci anni fa come atleta, oggi come allenatore. «Ho avuto tanti allenatori bravi: Rudic, Porzio, Vujasinovic - sottolinea - Logico che abbia preso qualcosa da ognuno. Ma io non voglio essere la copia di nessuno. Voglio essere Sandro Sukno».(1-da Il Secolo XIX)

 

09 / 09/ 21