Nel momento in cui le classiche bocce sono ferme, e si guarda verso un mondiale ormai imminente, sembra esserci solo il mercato a tenere banco.
Colpi grossi o  presunti tali, mosse a sorpresa, prima smentite poi confermate da laconici comunicati stampa, squadre indebolite per la fuga di grossi nomi verso lidi finanziariamente più appaganti. In tutto questo bailamme, nessuno sembra notare che i super campioni del Recco, quest’anno non si sono mossi sul mercato. Anzi, hanno lasciato andare “pezzi da novanta”. Un cambio di marcia (e di politica, perché no) che dovrebbe far meditare i tanti corvi che anno dopo anno hanno sparato a zero sul club biancoceleste, allora anche a ragione. Per carità non siamo ne vogliamo esserne i difensori d’ufficio. Quanto accade nel mercato che coinvolge i biancocelesti ci induce a meditare ruoli e parole di una classe dirigenziale, a tutto tondo, incapace di cogliere l’attimo.
Carpe diem dicevano i latini. Già, ma chi ha fatto le mosse giuste? Sport Management senza dubbio: in dirittura d’arrivo le trattative con Fondelli, Figlioli e Edo Di Somma. Tre giocatori senza dubbio importanti. Di primissima fascia. E gli atri? Tutto tace, o quanto meno dopo le solite telefonate per capire di che ingaggio si parla, silenzio.
Da quante stagioni Gallo è approdato alla corte del Prof. Tosi? Senza dubbio un acquisto azzeccato, ma altrettanta affrettata forse la cessione del Posillipo. Ma dal mondo delle piscine silenzio.
Così come da trattative/acquisti in corso.
Domanda: e le altre? I pezzi pregiati persi dal Posillipo, dal Brescia, senza contare Trieste e Savona, sono un segnale di profonda crisi economica o c’è dell’altro?
Ci ha stupito leggere in rete «Il Recco ha messo il veto su Pijetlovic al Brescia». Abbiamo indagato, se non altro per conferma alle dichiarazioni che Maurizio Felugo ci aveva fatto tempo addietro.
«Non abbiamo messo alcun veto sul suo trasferimento a Brescia – ci ha confermato il Presidente biancoceleste -. Se il ragazzo è  intenzionato a giocare per loro avrebbe potuto chiederci la risoluzione del contratto e noi lo avremmo certamente lasciato andare, senza chiedergli alcuna penale. Di sicuro non mandiamo un nostro giocatore di assoluto livello in prestito gratuito ad una società rivale e, a quanto leggo da varie dichiarazioni, neanche amica».
Insomma se il Brescia volesse il giocatore lo dovrebbe pagare, a prezzo di mercato. Tant'è vero che sembra ormai certo l'approdo dell'ambizioso centro boa alla Dinamo di Mosca.
Allora non sarebbe giunto il momento per queste insipienti società di sedersi intorno ad un tavolo per aprire un dialogo serio, profondo, efficace sul nostro campionato, sulla sua organizzazione, sulla sua sponsorizzazione?
Facile dire che Barelli affossa tutto. Facile dire che la FIN non riconoscerebbe mai una lega.
Forse più facile appurare che le società sono (spesso) inesistenti?

Nella foto
Budapest, Final Six. Dusko Pijetlovic nella morsa della difesa dello Jug

17 / 06/ 17

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