Il grido di allarme del ct Sandro Campagna viene lanciato nel web dal quotidiano Leggo. Il ct, intervistato da Marco Lobasso a seguito del suo video prodotto per la Fondazione Cristiano Tosi, con il fine  di raccogliere fondi pro Ospedale Umberto I di Siracusa, affronta il delicatissimo tema in cui si dibatte in questa situazione di emergenza la pallanuoto italiana.
«Rischiamo di perdere tantissimi tesserati - afferma il ct azzurro-; la prossima stagione con i suoi campionati mi preoccupa tantissimo. Il nostro è uno sport bellissimo che però già faceva tanti sacrifici per tenersi a galla, figurarsi ora dopo questo periodo drammatico».

Un incubo che sembra però non finire: «Infatti. Rispettiamo in primis e tutti le regole e sono certo che ce la faremo. Per noi atleti ed ex atleti è una sensazione strana: ci sentiamo noi i tifosi sugli spalti a fare il tifo per la squadra dell’Italia, per la Nazionale in campo o in acqua. E quella squadra per cui tifiamo è composta dai nostri medici. Siamo abituati al contrario, ma adesso è il loro momento e noi dagli spalti li incoraggiamo da bravi tifosi. Ora sono loro i nostri beniamini».

Il rischio, reale, è che il campionato di Serie A1 non si possa concludere: «Ho visto che il rugby ha alzato bandiera bianca – conclude Campagna -, pallavolo e basket quasi. Certo, anche per noi ci sono difficoltà. Ma forse la pallanuoto ha una chance in più. Al di là di tutto il nostro sport si è sempre giocato in estate. E’ in questa stagione che abbiamo fatto la storia. Potrebbe essere un’occasione in più quest’anno: giocare in estate fino alla fine, come ai vecchi tempi, pur di chiudere i vari campionati. Per noi pallanuotisti sarebbe un sacrificio decisamente meno grave che in altri sport».

04 / 04/ 20